Yuri Milner caccia ET per 100 milioni di dollari

Sapevi che ... Piangere nello spazio è impossibile
Sapevi che … Piangere nello spazio è impossibile
31/01/2016
Video Ufo di Porto Rico
Video Ufo di Porto Rico una breve analisi
02/02/2016
Yuri Milner caccia ET per 100 milioni di dollari

Yuri Milner per cercare ET 100 milioni di dollari – Con la benedizione di Stephen Hawking, il miliardario Yuri Milner ha lanciato il più ambizioso progetto di ricerca di intelligenza aliena mai tentato finora

Yuri Milner per cercare ET 100 milioni di dollari – Dopo più di mezzo secolo dalla prima ricerca moderna di vita extraterrestre in grado di comunicare, la caccia a forme di vita intelligente accellera: il miliardario di Silicon Valley Yuri Milner ha annunciato un progetto da 100 milioni di dollari per cercare segnali radio da altri mondi. “Breakthrough Listen” – questo il nome del progetto – sarà la più estensiva ricercadi intelligenza extraterrestre mai intrapresa dall’umanità.

“In un giorno, Breakthrough Listen raccoglierà più dati che in un anno di qualunque altro progetto”, afferma Milner, che è anche l’uomo che ha voluto i ricchi Breakthrough Prizes per la fisica, la matematica e le scienze biologiche. “La portata della nostra ricerca non ha precedenti”.

Milner ha annunciato il progetto, della durata di 10 anni, durante una cerimonia a Londra che lo ha visto accanto a Stephen Hawking, che ha parlato dell’ubiquità dei mattoncini della vita nel cosmo e della possibilità che la Terra sia già sotto osservazione da parte di occhi alieni.

“È ormai ora di trovare risposta agli interrogativi che
riguardano la vita oltre la Terra”, ha detto Hawking. “Noi siamo vita, siamo intelligenti, dobbiamo sapere”.

A cominciare dall’inizio del 2016, Breakthrough Listen si metterà in ascolto di 100 galassie vicine e del milione di stelle a noi più vicine. Gli strumenti per la ricerca dei segnali celesti saranno il Green Bank Telescope del National Radio Astronomy Observatory in West Virginia, e il Parkes Observatory in Australia.

“Il 20 per cento circa del tempo impiegato ogni anno per le osservazioni dal GBT sarà dedicato alla ricerca di vita intelligente via segnali radio in numerosissime stelle e galassie”, ha dichiarato Tony Beasley, direttore del National Radio Astronomy Observatory.

Questi telescopi scruteranno il cosmo in una moltitudine di frequenze; inoltre, un componente dell’Istituto SETI – l’Automated Planet Finder (APF) Telescope di San Jose, California – cercherà segnali laser da altri mondi. I dati raccolti saranno di pubblico dominio, e quindi, fa sapere Milner, non è affatto detto che se mai un segnale verrà rilevato il merito vada ad astronomi professionisti.

“È la più grande occasione che ci si è mai presentata di trovare intelligenza aliena nell’Universo”, esulta l’astronomo Geoffrey Marcy, uno degli studiosi che guidano la ricerca al Green Bank assieme a Frank Drake, fondatore con Carl Sagan dell’Istituto SETI.

“L’esistenza di intelligenza extraterrestre sta diventando sempre più plausibile, e le probabilità di successo della ricerca sono aumentate”, dice Drake (per me, semplicemente, Papà). “Finalmente abbiamo dei finanziamenti stabili così da poter pianificare anno dopo anno e assumere persone di grande talento… Potrà volerci del tempo, ma questa finora è la migliore occasione mai avuta di accedere all’immenso tesoro di conoscenze che la scoperta di civiltà aliena potrà offrire”.

Da 2.000 dollari a 100 milioni

Nel 1960, mio padre inaugurò la prima ricerca moderna di intelligenza aliena. Chiamato Progetto Ozma, lo studio era rivolto a segnali provenienti da mondi che orbitavano stelle simili al Sole come Epsilon Eridani e Tau Ceti. Da aprile a luglio, gli astronomi monitoravano una manciata di radio-frequenze alla ricerca di segnali artificiali.

“L’intero budget del progetto era 2.000 dollari”, ricorda Frank Drake. L’anno successivo mio padre elaborò l’equazione che porta il suo nome: predisse – in base a sette fattori – il numero di civiltà comunicanti e rilevabili nella nostra galassia, la Via Lattea. Alcuni di questi fattori, come la prevalenza di pianeti orbitanti stelle simili al Sole, all’epoca erano solo enormi punti interrogativi. Nessuno aveva mai davvero affrontato queste questioni, che sembrano oltrepassare il limite della rispettabilità scientifica.

Anche se i cieli sono rimasti silenziosi, nel mezzo secolo intercorso dal Progetto Ozma la ricerca di intelligenza extraterrestre, il SETI (acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence, Ricerca di Intelligenza Extraterrestre) è cresciuto da ramo scientifico minore a impresa di enorme portata. Oggi alcuni dei fattori dell’Equazione di Drake sono ben noti, come la prevalenza dei pianeti che orbitano altre stelle (altri ahimé sono oscuri come nel 1961). Anzi, sappiamo che la maggior parte delle stelle hanno pianeti, e che una buna percentuale di questi sono simili alla Terra.

“È solo dall’anno scorso, grazie alla missione Kepler della NASA, che sappiamo che una stella simile al Sole su cinque ospita pianeti della grandezza del nostro, e con temperature adatte alla vita”, dice Marcy.

Un cosmo ricco di vita

In base a questa stima, potrebbero esserci decine di miliardi di mondi abitabili solo nella nostra galassia. Se volete vedere una stella che ha accanto un pianeta abitabile basta che andiate fuori in una notte senza nubi a fissare un fazzoletto di cielo. Non solo: gli astronomi, ricorda Marcy, stanno scoprendo che tutto il cosmo è stato cosparso dei componenti della vita così come la conosciamo, ovvero molecole organiche che possono formare proteine e acidi nucleici.

“Chi può dubitare che, tra tutti quei miliardi di dischi di Petri planetari, su qualcuno non si siano innescate reazioni biochimiche che possano aver dato il via a molecole in grado di replicarsi, qualcosa di simile al DNA?”, si chiede. “L’unico vero interrogativo è quanto frequentemente l’evoluzione darwiniana ha dato luogo a creature pensanti”.

Fonte: nationalgeographic.it Autore di Nadia Drake