Vita aliena rintracciabile trovando metano e anidride carbonica

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Vita aliena rintracciabile trovando metano e anidride carbonica

Uno studio dell’Università di Washington, ha trovato un metodo alternativo per cercare la vita su altri pianeti che potrebbe essere più promettente della solo ricerca dell’ossigeno.



Uno dei metodi proposti per rilevare la vita extraterrestre su altri pianeti è quello relativo alla presenza dell’ossigeno. Si crede, infatti, che l’ossigeno nell’atmosfera di un pianeta sia un segnale inequivocabile della presenza di esseri viventi dato che la biochimica dietro la produzione di questo gas può essere attivata solo, o quasi esclusivamente, dalla vita. Secondo un nuovo studio pubblicato su Science Advances, questa strategia può non dare buoni frutti.
Secondo David Catling, professore di scienze della Terra e dello spazio all’Università di Washington, attualmente non abbiamo idea se la produzione di ossigeno possa essere una esclusiva della vita stessa oppure un fatto estremamente raro ma non prodotto dalla vita: per quel che ne sappiamo potrebbe essere successo anche solo sulla Terra oppure in pochissimi esopianeti nella galassia, qualcosa che renderebbe la ricerca della vita extraterrestre davvero un grattacapo.

Lo scienziato propone dunque di cercare metano ed anidride carbonica. Questi due elementi, qualora fossero abbondanti su un pianeta con acqua liquida sulla sua superficie, e qualora non ci fosse monossido di carbonio, dimostrerebbero la presenza di vita sul pianeta stesso. Inoltre scoprire un’atmosfera fatta da metalli di anidride carbonica potrebbe risultare più facile rispetto alle ricerche di un’atmosfera con ossigeno.
Secondo lo scienziato, infatti, tutti i modi che conosciamo che la natura ha per produrre metano su un pianeta, dagli impatti degli asteroidi fino ad una degenerazione chimica interna del pianeta stesso, non sono capaci di produrre un quantitativo di metano tale da avvolgere tutta l’atmosfera. Un’evenienza del genere sarebbe indice, per forza di cose, della presenza di organismi viventi. Se poi non ci fosse il monossido di carbonio, ci sarebbe uno squilibrio chimico tale che la presenza di vita risulterebbe quasi obbligatoria. Se il monossido di carbonio non fosse abbondante, infatti, questo significherebbe che esso è stato consumato dai microbi. Se invece esso fosse abbondante, sarebbe il segnale che il pianeta non contiene vita microbica, e dunque non contiene possibilità di presenza di altri organismi viventi.

Fonte: notiziescientifiche.it – Autore Giulia Esposito
Fonte IGM: washington.edu
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Per approfondire: A new ‘atmospheric disequilibrium’ could help detect life on other planets | UW News