Universo: viviamo in una realtà artificiale?

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Universo: viviamo in una realtà artificiale?

Universo: viviamo in una realtà artificiale? L’idea che l’umanità possa vivere in una realtà artificiale un universo simulato sembra da presuntuosi, nella migliore delle ipotesi fantascienza.

Universo: viviamo in una realtà artificiale? L’idea che l’umanità possa vivere in una realtà artificiale – un universo simulato – sembra da presuntuosi, nella migliore delle ipotesi fantascienza.
Ma confrontandomi con scienziati e filosofi, mi sono reso conto che la possibilità che tutto ciò che gli esseri umani vedono, conoscono, provano, sia un gigantesco gioco per computer guidato da hacker super intelligenti, non è uno scherzo.

David Brin, scrittore di fantascienza e scienziato spaziale, ci propone la storiella di un imperatore cinese che sognava di essere una farfalla che sognava di essere un imperatore.
Secondo Brin potremmo trovarci nell’anno 2050 mentre le persone vivono una simulazione al computer di come era la vita nei primi anni del 21° secolo – o potremmo trovarci a miliardi di anni da oggi, mentre viviamo una simulazione di come erano le vite umane primitive.

Il filosofo Nick Bostrom, direttore del Future of Humanity Institute all’Università di Oxford, descrive un universo falso come un «software di simulazione ricco di dettagli, compresi i predecessori storici, realizzato da una civiltà tecnologicamente molto avanzata.»

È come nel film “The Matrix”, ha detto Bostrom, a parte che «invece di avere dei cervelli in vasche alimentati da un simulatore tramite input sensoriali, il cervello farebbe anch’esso parte della simulazione. Un enorme programma del computer che simula tutto, compreso il cervello umano, fino a neuroni e sinapsi.»

Nick Bostrom non sta affermando che l’umanità vive in un tale simulazione. Piuttosto, la sua ipotesi “simulazione” mira a dimostrare che uno di questi tre scenari deve essere vero:

  • Tutte le civiltà si sono estinte prima di diventare tecnologicamente mature;
  • Tutte le civiltà tecnologicamente mature perdono interesse per la creazione di simulazioni;
  • L’umanità sta letteralmente vivendo in una simulazione al computer.
  • Il suo pensiero è che tutte le civiltà cosmiche o scompaiono (per esempio autodistruggendosi), prima di diventare tecnologicamente capaci, o tutte decidono di non generare più simulazioni universali (ad esempio, stabiliscono che le simulazioni non sono etiche, o sono troppo noiose). La parola chiave è “tutto” – perché se qualsiasi civiltà del cosmo sapesse generare queste simulazioni, i mondi simulati si moltiplicherebbero rapidamente e, quasi certamente, l’umanità farebbe parte di uno di essi.

    Il visionario di tecnologie, Ray Kurzweil, ha ipotizzato, «forse tutto il nostro universo è un esperimento scientifico dello studente di una scuola superiore di un altro universo. (Visto come stanno andando le cose – scherza – Non avrà un buon voto!).»

    La visione del mondo di Kurzweil è basata sulle implicazioni che comporta la crescita esponenziale della potenza di calcolo. Secondo Kurzweil una simulazione precisa non significa che sia diversa dalla realtà. La prova che questo universo “gira” su un computer sta nel fatto che «le leggi fisiche sono insiemi di processi di calcolo» e «le nostre informazioni si evolvono continuamente e sono manipolabili, in esecuzione su qualche substrato computazionale». Questo significherebbe che «l’universo è un computer». Kurzweil ha aggiunto che considera se stesso un «modello di informazioni».

    L’articolo continua alla fonte alienreport.it