Teti luna di Saturno si tinge di sangue

Video Ufo Sottomarini e basi extraterrestri
Video Ufo Sottomarini e basi extraterrestri
09/01/2016
Scala Kardashev
Scala Kardashev classificazione delle civiltà
14/01/2016
Teti luna di Saturno si tinge di sangue

Teti luna di Saturno si tinge di sangue – Sulla superficie di Teti, una delle lune di Saturno, appaiono delle strisce rosse, e gli scienziati non hanno alcuna idea di come ci siano finite né di che materiale siano fatte.

Teti luna di Saturno si tinge di sangue – “Di certo sono ‘dipinte’ sulla superficie, ma non capiamo ancora in che modo”, dice Paul Schenk del Lunar and Planetary Institute, che ha presentato queste osservazioni al raduno annuale dell’American Geophysical Union. “Insomma, abbiamo di fronte un piccolo mistero”.

Con un diametro di poco più di 1.000 chilometri, Teti è un satellite di media grandezza, composto quasi interamente di ghiaccio d’acqua. La sua superficie appare piuttosto normale per una luna del Sistema Solare esterno: ci sono parecchi crateri – tra cui uno gigantesco, largo 450 chilometri, chiamato Odysseus – e molte fratture. E poi ci sono quelle strisce sulla superficie, larghe pochi chilometri e lunghe centinaia. “Sembrano macchie di sangue”, dice Schenk.

Nelle prime immagini scattate dalla sonda Cassini, che cominciò a esplorare il sistema di Saturno nel 2004, le striature si vedevano appena. Ma nell’aprile scorso la sonda avuto la possibilità di riesaminarle più da vicino, e a novembre ha sorvolato Teti a distanza ancor più ravvicinata. Dopo aver potuto esaminare in dettaglio la superficie del satellite, gli scienziati hanno concluso che “quelle strisce non hanno molto senso”.

“Non si vedono tracce di scarpate, creste o depressioni di alcun tipo”, continua Schenk: insomma, sulla superficie di Teti non c’è nessuna formazione associabile alle strisce abbastanza grande da poter essere vista alla risoluzione usata da Cassini per le sue fotografie. In alcuni crateri vicini si intravedono tracce di uno strano materiale scuro, ma non è possibile dire di che cosa si tratti, come sia potuto arrivare fin lì e se abbia o meno qualche nesso con le striature.

Sembra quasi che qualcuno abbia preso un gigantesco pennello e abbia imbrattato la faccia del satellite. “Se le strisce non fossero colorate”, continua Schenk, “non sapremmo nemmeno che sono lì”.

Un possibile tentativo di spiegazione si basa sulla mappatura dei punti in cui appaiono le strisce. L’analisi di Schenk suggerisce che il satellite sia sottoposto a forze che lo deformano o lo comprimono: potrebbe trattarsi di una rotazione irregolare, di uno spostamento dell’orbita o della migrazion dei poli. Ma dalle simulazioni al computer non risulta che fenomeni simili possano produrre deformazioni della superficie proprio nei punti attraversati dalle linee rosse.

Quello che è certo è che le strisce sono relativamente giovani, altrimenti la polvere che si leva dall’anello E di Saturno e le particelle cariche provenienti dallo spazio le avrebbero già cancellate. Eppure sono lì, e attraversano il cratere di Odisseo: sono quindi posteriori alla sua formazione. Gli astronomi non sanno per certo quando Odisseo si sia formato, ma secondo Schenk non dovrebbe essere più vecchio di un paio di miliardi di anni.

Per Schenk, in definitiva, l’ipotesi più probabile è che la superficie di Teti sia attraversata da fratture che Cassini non riesce a vedere. Queste fratture si starebbero formando o riaprendo, esponendo alla luce materiale diverso dal ghiaccio d’acqua di cui è composto il resto della superficie: di qui le strisce rosse.

Ora che la sonda sta per terminare il suo lungo periodo di esplorazione del sistema di Saturno, gli astronomi sperano di poter risolvere questo piccolo mistero, e qualcun altro dei bizzarri enigmi associati al gigantesco pianeta con gli anelli e alle sue lune.

Fonte: nationalgeographic.it
Fonte IGM: phenomena.nationalgeographic.com