Una tempesta di materia oscura sta invadendo la Terra

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tempesta di materia oscura

Tempesta in corso sul nostro Pianeta, ma nulla di cui preoccuparsi: è “solo” materia oscura. Un recente studio dell’Università di Saragozza, effettuato in collaborazione con altri istituti di ricerca spagnoli e inglesi, ha individuato un flusso di corpi celesti che si muovono tutti nella stessa direzione, come un “uragano celeste”.



Le previsioni meteorologiche del cosmo hanno rilevato un flusso di materia oscura proprio nella nostra zona della Via Lattea, che si ritiene sia il residuo di una galassia nana inghiottita dalla nostra miliardi di anni fa. Secondo gli autori dello studio, tale materia oscura potrebbe passare accanto a noi a circa 500 km/s. Una simile “tempesta” potrebbe lasciare un’impronta rilevabile nei dati di ricerca sulla materia oscura. Ma nulla di preoccupante per noi.
Il flusso era già stato identificato dal satellite Gaia e non è di certo “originale”: gli astronomi hanno già rilevato circa 30 di questi “uragani celesti” nella nostra galassia. Ma questa volta il flusso attraversa il percorso del Sole e ne è stato calcolato l’effetto sulla materia oscura della nostra regione.

Cos’è la materia oscura
La materia oscura è una sostanza misteriosa invisibile che costituisce circa il 27 per cento di tutta la materia dell’universo. La materia normale, di cui è composto tutto ciò che vediamo intorno a noi, ne rappresenta appena il 5%, mentre il resto è energia oscura, un fenomeno legato all’accelerazione del nostro universo in espansione.

Si parla evidentemente di quantità enormi, di una materia che dovrebbe pervadere ogni angolo del cosmo, rappresentandone ben oltre la metà del totale. Un’ipotesi è che sia composta di particelle debolmente interagenti (WIMP) tanto da non essere rilevate. Ma tutt’oggi la questione risulta priva di dimostrazione inconfutabile.
Cosa sta accadendo al nostro Pianeta
Il team ha preso in considerazione diversi modelli per la densità e la distribuzione della materia oscura in arrivo e ha previsto possibili “tracce” di questi movimenti al suo interno. In realtà gli attuali rivelatori probabilmente non vedranno alcun effetto dovuto a questo flusso e noi stessi qui sulla Terra non avvertiremo assolutamente nulla.

Tuttavia gli strumenti di nuova generazione potrebbero captare questi fenomeni: l’esperimento Axion Dark Matter, per esempio, sta cercando di fare proprio questo, convertendo in fotoni una particolare particella di materia oscura chiamata assione (senza carica e con massa miliardi di volte inferiore a quella dell’elettrone, totalmente ipotetica per ora) attraverso un forte campo magnetico, in modo che sia rilevabile.

In attesa di misure “tangibili”, questa ricerca potrebbe dunque rappresentare anche un valido strumento per ricavare ulteriori dati indiretti, a loro volta in grado di indirizzare nuovi esperimenti a caccia di tutta questa materia incognita che ci circonda e che potrebbe essere legata alle origini dell’universo.

Il lavoro è stato pubblicato su Physical Review D
Fonte: greenme.it - Autore Roberta De Carolis
Fonte IGM: nzherald.co.nz
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