Starlink il primo test della rete satellitare per internet ultraveloce

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Starlink il primo test della rete satellitare per internet ultraveloce

Starlink il primo test della rete satellitare per internet ultraveloce
Internet satellitare wireless, accessibile da ogni parte del globo. Questo l’obiettivo ambizioso di un altro progetto di Elon Musk. Il progetto prevede il lancio di oltre 12mila satelliti.

Elon Musk ne ha fatta un’altra delle sue. E come sempre, straordinaria. Dopo l’invio riuscito del Falcon Heavy, con tanto di Tesla a bordo, questa volta si tratta del lancio da parte di SpaceX, di due satelliti: sono i primi di una missione ambiziosa che prevede di realizzare la rete satellitare Starlink con lo scopo di distribuire internet in tutto il mondo, ultraveloce e senza ritardi, con una connettività wireless a banda larga e potenzialmente accessibile a tutti.

Il lancio di due prototipi, previsto per il 21 febbraio, è solo il primo di una lunga serie. Il progetto comprende l’invio di oltre 12mila satelliti per avere una rete virtualmente garantita anche a chi vive in zone rurali o remote, in cui non è attualmente possibile connettersi. Il lancio dei satelliti inizierà presumibilmente nel 2019 e la missione verrà completata entro il 2024.

In questo primo test, con il lancio del Falcon 9 verranno spediti due piccoli satelliti, chiamati Microsat-1 e Microsat-2, insieme al satellite osservazionale Paz, finanziato dal ministero della Difesa spagnolo – ma a sostenere il progetto dell’internet ultraveloce globale sono quasi 12 compagnie.

L’obiettivo primario è proprio quello di verificare che Paz catturi una dettagliata rappresentazione radar delle immagini terrestri, durante la sua missione, che durerà circa cinque anni e mezzo. Il lancio avverrà dalla base aerea di Vanderberg Air Force Base, in California, intorno alle 6:17 di mattina, che corrispondono alle nostre 15:17.

Una internet a banda larga satellitare esiste già, anche se è ancora lenta e costosa. Da qui, l’idea di Musk, di sviluppare un sistema a minor costo e più accessibile.
Come? Aumentando il numero di satelliti e posizionandoli più in basso, in orbita, rispetto a quelli attuali: così si riduce il tempo con cui il segnale dall’antenna terrestre raggiunge lo Spazio e torna indietro, consentendo anche una copertura più ampia.

Ma anche in questo caso è arrivata l’obiezione delle istituzioni: due senatori della Federal Communications Commission, come riporta il Washington Post, hanno sollevato la questione dei detriti spaziali, sostenendo che se si abbassa la quota dei satelliti aumenta anche la spazzatura spaziale, col rischio di maggiori collisioni e danni ad altre operazioni spaziali.

Non ultimo, esiste anche un competitor di SpaceX, chiamato OneWeb, che ha un piano simile, realizzare una rete satellitare velocissima, iniziando già nel 2019. Insomma, la competizione ha inizio.

Fonte: wired.it – Autore Viola Rita
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