Da Sphere splendidi scatti di sistemi solari neonati

Humor e resilienza elementi importanti per andare su Marte
Humor e resilienza elementi importanti per andare su Marte
04/06/2018
Tra energia oscura e multiverso
06/06/2018

Lo strumento SPHERE installato sul Vlt (Very Large Telescope) non solo può scoprire esopianeti, ma può anche cogliere l’istante della nascita di un nuovo sistema solare.



Lo strumento Sphere è stato installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO in Cile principalmente per permettere agli astronomi di eliminare luce brillante delle stelle vicine, e dare una migliore visuale delle regioni che le circondano.
La missione primaria di Sphere consiste nello scoprire e studiare esopianeti giganti eventualmente in orbita, usando immagini dirette. E’ però possibile utilizzare questo strumento anche per ottenere immagini dei dischi protoplanetari intorno a giovani stelle (zone in cui i pianeti sono ancora in formazione). Studiare questi dischi è importante, perché può fornirci indicazioni su come le proprietà dei dischi influenzano la formazione e la presenza di pianeti.

La gran parte delle immagini allegate sono state ottenute dalla survey Dartts-S (Discs around T Tauri stars with Sphere) e riprendono stelle che distano da noi tra i 230 ed i 550 anni luce. Considerato che la Via Lattea ha un diametro di quasi 100mila anni luce, queste stelle sono relativamente molto vicine alla Terra. Ma anche così è estremamente difficile ottenere buone immagini della tenue luce che riverbera dai dischi, in quanto sono immersi nella forte radiazione luminosa delle stelle madri.
La maggior parte delle stelle fotografate provengono da uno studio su oggetti di tipo T Tauri, ovvero astri molto giovani (meno di 10 milioni di anni) e con luminosità variabile. I dischi proto planetari ripresi contengono gas, polvere e planetesimi – “mattoni” che formano pianeti e precursori dei sistemi planetari.

Una ulteriore osservazione di Sphere compiuta da un gruppo di ricercatori guidato da Elena Sissa, nella survey Shine (Sphere infrared survey for exoplanets), ha rilevato un disco visto di taglio che circonda la stella Gsc 07396-00759. Questa nana rossa fa parte di un sistema di tre astri incluso nel campione Dartss-S. Le altre compagne del trio (chiamate V4046 Sgr) possiedono un ulteriore disco che circonda entrambe. Questo sistema, quindi, è composto da una binaria stretta con disco circumbinario e da una stella fredda con disco di detriti: l’ideale per studiare l’evoluzione dei dischi.
Il disco che circonda Gsc 07396-00759 era sfuggito alle precedenti osservazioni nell’infrarosso effettuate con il telescopio spaziale WISE, probabilmente perché la nana rossa ha una temperatura superficiale piuttosto bassa, circa 3600 gradi kelvin.

Quello che desta meraviglia in questo sistema di stelle e dischi è che, mentre il disco di Gsc 07396-00759 risulta appunto composto da detriti, quello che circonda gli altri due astri è composto prevalentemente da gas.

In pratica, quindi, il disco della nana rossa sembra in uno stadio più avanzato rispetto a quello che avvolge le sue compagne, sebbene il sistema sia presumibilmente composto da stelle hanno la stessa età.
r /> Questa sconvolgente diversità nell’evoluzione dei dischi è un ulteriore stimolo che spinge gli astronomi a scoprire di più sui dischi e sulle loro caratteristiche.

Sphere ci ha anche regalato molte immagini evocative, ed è stato utilizzato per altri studi tra cui l’interazione di un pianeta con un disco, i moti orbitali all’interno di un sistema e l’evoluzione temporale di un disco.

Fonte: astronomia.com - Autore Red Hanuman
Fonte: astronomia.com
Può interessarti anche: Uno sguardo alle galassie buie grazie ai fari cosmici