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I segni lasciati della tempesta marziana

L’inizio delle attività della sonda europea ExoMars Tgo attorno a Marte è stato in parte condizionato dalla gigantesca coltre di sabbia rossastra che ha celato alla vista la superficie per diversi mesi. Ora stanno cominciando ad arrivare nuove immagini, in alcune delle quali si vedono probabilmente i segni della tempesta.

La tempesta di polvere su Marte, che ha coinvolto buona parte della superficie del pianeta per diversi mesi a partire da fine maggio scorso, non ha solo provocato l’ibernazione del rover Opportunity, alimentato da pannelli solari, ma ha anche parzialmente frustrato le aspettative della sonda ExoMars Tgo, il Trace Gas Orbiter dell’Agenzia spaziale europea.
Ne è testimonianza la poco affascinante immagine qui sopra, ripresa dallo strumento Cassis, Colour and Stereo Surface Imaging System, a bordo di Tgo lo scorso 3 agosto, dalla sua orbita a circa 400 km di altezza dalla superficie. L’immagine è stata presentata al Congresso europeo di planetologia attualmente in corso a Berlino.

«Normalmente non ci piace rilasciare immagini come questa, ma si può ben apprezzare come la tempesta di polvere impedisca di riprendere utilmente la superficie», commenta il responsabile scientifico di Cassis , Nicolas Thomas dell’Università di Berna. I ricercatori hanno deciso che non aveva troppo senso cercare di guardare attraverso questa “zuppa” di polvere, per cui la fotocamera è stata spenta quasi tutto il periodo in cui è durata la tempesta. Ma, nel frattempo, il team di Cassis non è stato con le mani in mano.

«Queste osservazioni oscurate dalla polvere sono in realtà abbastanza buone per la calibrazione», spiega Thomas. «La fotocamera presenta una piccola quantità di luce parassita e abbiamo utilizzato le immagini della tempesta di polvere per trovarne la fonte e cominciare a derivare algoritmi per rimuoverla».
Dall’inizio di settembre, la sonda ha ricominciato ad inviare a terra immagini di buona qualità, come quella a fianco che, pur non scevra da imperfezioni, mostra numerose striature scure che i ricercatori ritengono essere collegati alla tempesta stessa.

Infatti, una possibile interpretazione è che questi “graffi” siano state prodotti dai cosiddetti dust devils – vortici di polvere – che hanno spazzato lo strato superficiale al loro passaggio. A conferma di questa ipotesi, ci sono le immagini di questa stessa regione marziana, Ariadne Colles nell’emisfero meridionale di Marte, riprese dalla sonda Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa nel mese di marzo, prima della tempesta, nelle quali non si evidenziano queste striature.

Fonte: media.inaf.it - Autore Stefano Parisini
Fonte IGM: Esa/Roscosmos/Cassis
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