Riprodursi nello Spazio è possibile?

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Riprodursi nello Spazio

Riprodursi nello Spazio è possibile? Il primo bambino nato sulla Luna aprirà la strada alle nascite su Marte e su altri pianeti

Riprodursi nello Spazio è possibile? La capacità di adattamento del sistema riproduttivo umano all’ambiente della Luna o di Marte, o anche solo alla microgravità di una stazione orbitale o di una nave spaziale, è ancora oggetto di dibattito. Sia la NASA sia altre agenzie hanno finanziato studi sull’argomento all’interno della Stazione Spaziale Internazionale e altrove.

Nel 2014 Joseph Tash, ricercatore della NASA presso l’Università del Kansas, ha ridurre la loro capacità di produrre spermatozoi e che nella medesima situazione le ovaie di esemplari di topo femmina hanno mostrato una riduzione di dimensioni. Inoltre, anche dopo una fertilizzazione avvenuta con successo, la bassa gravità influisce negativamente sullo sviluppo degli embrioni di topo.
Finora, chiaramente , il problema di far nascere bambini nello Spazio non si è ancora posto: per il momento, la NASA offre ai suoi astronauti la possibilità di far congelare i propri spermatozoi o i propri ovoli prima di una missione spaziale. Non esiste nemmeno una politica ufficiale attorno al sesso nello Spazio, al di là della richiesta che gli astronauti si adeguino al Codice di Responsabiltà Personale che impone loro di mantenere “una condotta non sconveniente”.

Tuttavia, se si tiene conto che missioni di lunga durata nello Spazio profondo saranno presto una realtà e forse un giorno lo saranno anche le basi sulla Luna o su Marte, potrebbe non essere una cattiva idea cominciare a prendere in considerazione il problema. In un certo senso, la prima nascita nello Spazio ha già dei precedenti: quando la razza umana si è diffusa fuori dall’Africa, circa 60 mila anni fa, deve esserci stato un primo bambino in Australia, come pure un primo infante partorito nelle Americhe tra i 15 mila e i 10 mila anni fa. Nessun ominide aveva mai messo piede in quei due continenti prima di allora, ma al tempo non esistevano medie che potessero documentare quegli avvenimenti capitali. Quel che possiamo sperare noi oggi è che la prima mascita sullo Spazio, quando avrà luogo, non sia motivo di recriminazione ma di festeggiamento.

Lo scrittore Arthur C. Clarke ha anticipato il primo parto sulla Luna 50 anni fa in un bellissimo racconto intitolato Fuori dalla culla, su un’orbita infinita (1959): “Fu in quel momento, signori, che io mi resi conto che l’Uomo aveva realmenta conquistato lo Spazio”.

Autore: Stephen Baxter
Fonte: BBC Science rivista numero 38