Quinta forza della natura una nuova chiave di lettura

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Quinta forza

Quinta forza della natura – In Ungheria, un gruppo di fisici hanno trovato le prove di una misteriosa quinta forza della natura. Dunque ci troviamo di fronte ad un momento storico per il mondo della fisica e per la comprensione di come funzioni il nostro Universo?

Quinta forza della natura – Considerando la nostra attuale comprensione della fisica ci sono quattro forze fondamentali: l’interazione gravitazionale (determina la forza di gravità sulla Terra e l’attrazione dei pianeti, fenomeni descritti in buona approssimazione dalla legge di gravitazione universale, e anche la geometria dello spazio e del tempo dell’universo in base alla relatività generale), l’interazione elettromagnetica ( responsabile delle proprietà chimiche degli atomi e della struttura delle molecole), l’interazione nucleare debole (responsabile delle forze che intervengono nei decadimenti nucleari) e l’interazione nucleare forte (dotata di una proprietà definita carica di colore, tiene uniti i quark, costituenti elementari dei protoni e dei neutroni, ed anche quest’ultimi all’interno del nucleo).

Queste quattro forze sono una parte essenziale del modello standard della fisica, che spiegano tutti i comportamenti e le particelle che vediamo nell’Universo.

Gli scienziati hanno finalmente scoperto la quinta forza della natura?

Nel corso dell’anno precedente, Attila Krasznahorkay e il suo gruppo di ricercatori presso l’Accademia Ungherese delle Istituto di Scienze per la ricerca nucleare a Debrecen, in Ungheria ha pubblicato un articolo che annuncia la scoperta di una quinta forza misteriosa, ma per qualche ragione la loro scoperta non soddisfacevano una buona copertura mediatica.

Team ungherese ha pubblicato nel dicembre scorso sul sito arXiv.org e poi a gennaio su Physical Review Letters il risultato di un suo esperimento condotto con un semplice spettrometro elettrone-positrone: osservando il decadimento del berillio 8 è stato osservato un fenomeno anomalo, spiegabile, secondo Krasznahorkay, con l’introduzione di un nuovo bosone leggero, avente una massa 34 volte quella dell’elettrone. Un bosone che sarebbe appunto il “portatore” di una nuova forza fondamentale finora sconosciuta.

Per un anno non è successo niente, fino ad oggi, quando un gruppo di fisici teorici guidato da Jonathan Feng presso la University of California, Irvine, ha rielaborato i dati ungheresi arrivando alla conclusione che non sono in conflitto con nessun esperimento precedente e che effettivamente potrebbe essere la prova di una quinta forza. La teoria ungherese è così uscita dal cono d’ombra in cui era precipitata e ora decine di fisici teorici cominciano a interrogarsi su come sia possibile confermarne o escluderne definitivamente l’esistenza.

Il Modello Standard spiega molto dell’Universo conosciuto, ma non tutto. Non spiega per esempio la materia oscura, a noi invisibile (se non per gli effetti gravitazionali) eppure maggioritaria nel cosmo, rappresentandone ben l’80%. Si è allora immaginato che esista un mondo parallelo, analogo al nostro ma “oscuro”. Un mondo fatto di materia oscura, ma anche di fotoni oscuri, portatore dell’equivalente oscuro del nostro campo elettromagnetico. L’obiettivo dell’esperimento ungherese era proprio trovare tracce del fotone oscuro, anche se secondo Jonathan Feng hanno finito per trovare altro.
Fonte 1: repubblica.it
Fonte 2: 7tales.net
Fonte 3: wikipedia.org
Fonte IGM: 7tales.net