Piramidi bosniache le più grandi del mondo

DNA la chiave che unisce umani e alieni?
DNA la chiave che unisce umani e alieni?
29/12/2015
Città Mohenjo Daro l'enigma di un popolo scomparso
Città Mohenjo Daro l’enigma di un popolo scomparso
02/01/2016
Piramidi bosniache le più grandi del mondo

Piramidi bosniache fanno riferimento a un complesso collinare naturale di aspetto piramidale, situate in Bosnia nei pressi di Sarajevo

Piramidi bosniache

Piramidi bosniache le più grandi del mondo – Nel 2006 in una regione dell’Europa dell’est è stata fatta una scoperta che ancora oggi fa discutere: le piramidi di Visoko, a pochi chilometri di Sarajevo. A distanza di otto anni, ci sono novità interessanti su questo ritrovamento. Imponenti costruzini, strutturate megalitiche, enormi sfere di pietra, fitte reti di cunicoli fanno pensare a un sapere antico e alla possibilità che oltre deicimila anni fa sia esistita una civiltà vissuta qui in grado di dominare la pietra.

L’archeologo che per primo ha parlato del sito di Visoko è Semir Osmanagic, che ancora oggi dirige gli scavi. La comunità scientifica è molto sciettica su questa scoperta ma Osmanagic ancora oggi parla del progetto con entusiasmo :

“Quello delle piramidi bosniache è diventato il sito archeologico più attivo in tutto il mondo. Siamo giunti alla conclusione che ci siano cinque piramidi. Abbiamo dimostrato che i blocchi che ricoprono le Piramidi del sole sono fatte di cemento della migliore qualità che esiste al mondo. I progressi compiuti negli ultimi 2 anni, inoltre, ci hanno consentito di individuare sulla cima della Piramide del sole un raggio energetico di natura elettromagnetica che ha una frequenza di 28 Kilohertz. Sempre sulla cima, abbiamo rilevato un fascio di ultrasuoni con un raggio di dieci metri diretto in alto. Questo prova che la Piramide del sole, in Bosnia, non è solo la più grande del pianeta, ma anche la più enorme macchina di energia”.

La scoperta ha avuto origine dalla conformazione piramidale delle colline di Visoko, scoperta grazie a visioni satellitari durante il conflitto degli anni novanta. L’ipotesi è che in una zona così fertile, con il passare dei millenni, costruzioni di origine umana siano state via via coperte dalla fitta vegetazione. Quelle che oggi appaiano come colline, in reltà, sarebbero grandi piramidi ricoperte di terra e verde.

Dagli esami sui reperti databili con il radiocarbonio e della struttura della galleria, Osmanagic è convinto che qui si siano succedute due civiltà. La prima risale a più di dodicimila anni fa, la seconda a 4.600.

Secondo gli studi la struttura della galleria avrebbe anche altre caratteristiche. Il loro andamento sinusoidale, quasi a zig zag, sarebbe stato concepito appositamente per favorire il passaggio dell’area e mantenere costanti in tutta la rete la temperatura e l’umidità. Inoltre, la struttura delle volte sembrerebbe capace di sopportare i terremoti e lo scorrere del tempo.

Quanto avrebbero potuto resistere questi tunnel? È possibile che siano stati scavati migliaia di anni fa come ipotizzato da Osmanagic? Oppure sono più recenti come suggerito dagli speleologi italiani che li anno esplorati con attenzione? L’altro interrogativo che divide gli studiosi riguarda il materiale utilizzato: sono sedimenti di origine naturale o vero e proprio antico cemento?

Fonte: VOYAGER MAGAZINE dicembre 2015
Fonte IGM: thebihlover.files.wordpress.com