Ora possiamo pesare la Terra coi neutrini

foto di 46P/Wirtanen la cometa di Natale
La prima foto di 46P/Wirtanen la cometa di Natale
07/11/2018
rivoluzione energetica
La rivoluzione energetica potrebbe arrivare dallo spazio
12/11/2018
pesare la Terra coi neutrini

Altro che i metodi geofisici tradizionali. Per misurare la massa e la densità della Terra ora si possono usare i neutrini. L’idea è di un team di fisici delle università di Valencia e Barcellona.



Onde sonore e forza di gravità. Sono queste le misure finora utilizzate per pesare la Terra, e misurarne quindi la massa e la densità. Ma ora, un team di ricercatori delle università di Valencia e Barcellona ha avuto un’idea davvero rivoluzionaria: per studiare l’interno della Terra si possono usare i neutrini, le particelle elusive che provengono dallo Spazio.
Stando ai risultati preliminari, riportati sulle pagine Nature Physics, questo nuovo metodo sembrerebbe essere promettente. Il numero che i ricercatori hanno ottenuto dai loro calcoli, infatti, è abbastanza vicino alla cifra calcolata dagli attuali metodi geofisici più all’avanguardia. “I nostri risultati dimostrano la fattibilità di questo approccio per studiare la struttura interna della Terra, che è complementare ai metodi tradizionali di geofisica”, scrivono gli autori nello studio.

I neutrini, ricordiamo, sono particelle subatomiche di carica elettrica nulla, appartenenti alla famiglia dei fermioni (tutte le particelle esistenti in natura sono classificate in due macro-famiglie, fermioni e bosoni, a seconda del valore del loro spin) e al gruppo dei leptoni, di cui fa parte, per esempio, anche l’elettrone.

I neutrini, inoltre, sono particelle molto elusive e dunque molto difficili da osservare: non hanno carica, hanno una massa piccolissima e interagiscono molto debolmente con le altre particelle e, di conseguenza, sono in grado di attraversare strati densissimi di materia senza lasciare traccia del proprio passaggio.

E proprio perché sono così sfuggenti, miliardi di queste particelle raggiungono indisturbate il nostro pianeta. La maggior parte dei neutrini, inoltre, viene prodotta dalle collisioni tra raggi cosmici e particelle nell’atmosfera terrestre.
In questo studio, i ricercatori si sono serviti dei dati raccolti tra il 2012 e il 2013 da IceCube in Antartide, un potente rilevatore di neutrini che arrivano dalla parte opposta del pianeta, attraversandolo e colpendo infine il rilevatore. Per calcolare la massa della Terra, quindi, i ricercatori non hanno fatto altro che analizzare quanto flusso di neutrini prodotto dalle collisioni nell’atmosfera terrestre passasse attraverso l’interno del pianeta. Confrontandolo poi con il numero di neutrini totale che sarebbe dovuto arrivare se il nostro pianeta non ci fosse stata (ovvero quelli che vengono direttamente dallo Spazio) sono riusciti a calcolarne la massa.

Dai risultati è emerso che le misurazioni sono coerenti con quelle fatte dai metodi geofisici tradizionali, sebbene ci siano ancora piccole imprecisioni, Come concludono i ricercatori, tuttavia, con il passare degli anni IceCube raccoglierà sempre più dati e le misure del pianeta usando i neutrini diventeranno via via sempre più precise.

Fonte: wired.it - Autore Marta Musso