Perovskite quantistica: il materiale capace di dimenticare

Proxima Centauri tracce di un sistema planetario
Proxima Centauri tracce di un sistema planetario
02/12/2017
Il geoglifo dell’orca ritornato alla luce in Perù
Il geoglifo dell’orca ritornato alla luce in Perù
05/12/2017
Perovskite quantistica: il materiale capace di dimenticare

Perovskite quantistica: il materiale capace di dimenticare
Un team di nanoscienziati ha realizzato un composto sintetico che si adatta ai cambiamenti e capace di “dimenticare” le informazioni inutili e lavorare in maniera più efficiente, proprio come fa il cervello umano.

Perovskite quantistica

Nonostante la capacità di calcolo dei computer in questi ultimi anni sia aumentata a vista d’occhio non si può negare il fatto che rimangono comunque i sistemi biologici come il cervello umano le “macchine” più efficienti nell’apprendimento. Mettere a punto dunque dei materiali capaci di accumulare, organizzare e poi scartare le informazioni superflue, proprio come fa la memoria umana, sarebbe un grande balzo in avanti che consentirebbe di ottenere computer sempre più potenti ed al contempo flessibili.

Ed è proprio al cervello umano ed alla sua innata capacità di dimenticare che un team di nanoscienziati statunitensi si è ispirato per realizzare un nuovo tipo di materiale di natura non biologica capace di “scordare” le informazioni inutili adattandosi via via agli input ricevuti. Nel loro studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications, i ricercatori dell’Argonne National Laboratory hanno potuto dimostrare, tramite delle simulazioni computerizzate e caratterizzazione ai raggi x, che il nanomateriale da loro creato, denominato Perovskite Quantistica, possiede la medesima capacità di dimenticare di una mente umana, anche se in versione elettronica.

Il cervello umano possiede una capacità molto vasta ma non illimitata, pertanto per funzionare al meglio necessita di disfarsi di informazioni non più utili e di desensibilizzarsi in presenza di uno stimolo ricorrente. Un esempio rappresentativo potrebbe essere quello di un bambino che prova ad affrontare per la prima volta uno scivolo “pericoloso” in un parco acquatico: dopo la tensione e la paura della prima volta, col ripetersi dell’esperienza la discesa sarà sempre meno spaventosa.

Anche il materiale realizzato dal gruppo di ricercatori ha mostrato una capacità di adattamento simile. Quando al lattice in perovskite si rimuove o aggiunge un protone, la sua struttura atomica si contrae o si espande in maniera vistosa per adattarsi al cambiamento, come se “respirasse”. Se però il processo viene ripetuto più volte, il materiale si desensibilizza e la sua risposta si riduce: la sottrazione o l’aggiunta di un protone non lo fa “spaventare”, per dirla in termini umani, anzi, finisce col disinteressarsene del tutto.

Questa straordinaria capacità di adattamento ha ripercussioni sulla proprietà della perovskite di resistere alla corrente elettrica e dunque sul suo utilizzo in campo energetico. Questa scoperta potrebbe essere la base di partenza per creare in futuro forme sempre più efficienti di intelligenza artificiale, con una capacità di apprendimento ed adattamento uguale o molto simile al cervello umano.

Fonte: breaknotizie.com
Fonte IGM: breaknotizie.com