Montagne fluttuanti e altre stranezze di Plutone

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Montagne fluttuanti e altre stranezze di Plutone

Montagne fluttuanti e altre stranezze di Plutone – Alcune caratteristiche particolari del pianeta nano stanno mettendo in difficoltà gli scienziati

Montagne fluttuanti

Montagne fluttuanti e altre stranezze di Plutone – Satelliti che ruotano come trottole, montagne fluttuanti, vulcani che sputavano ghiaccio: che Plutone fosse un mondo più bizzarro di quanto si pensasse è stato evidente fin da quando, nel luglio scorso, la sonda New Horizons ha sorvolato il pianeta nano ai confini del nostro Sistema Solare. Al convegno annuale della Division for Planetary Sciences, gli scienziati della missione hanno presentato il primo rapporto organico sulle osservazioni compiute grazie alla navicella. Il risultato, riassume Alan Stern, capo degli “investigatori” della missione, è che “Il sistema di Plutone ci lascia sconcertati. Ci meritiamo il massimo dei voti per l’esplorazione, ma una netta insufficienza per le nostre capacità predittive”.

Ecco alcune delle caratteristiche plutoniane più sorprendenti.

Vulcani di ghiaccio

Due crateri vicini al polo sud di Plutone potrebbero essere caldere di vulcani di ghiaccio, o criovulcani. Si trovano sulla sommità di due grandi montagne, dette Wright Mons e Piccard Mons, ciascuna alta oltre 3.000 metri e larga almeno un centinaio di chilometri: forma e dimensioni ricordano quelle dei vulcani a scudo delle Hawaii. Solo che, invece di lava bollente, i vulcani di Plutone eruttavano ghiaccio di azoto, di anidride carbonica e forse anche d’acqua fangosa estratta da un oceano sottostante.

Jeff Moore, dell’Ames Research Center della NASA, precisa che non ci sono ancora prove sufficienti per concludere che si trattasse davvero di vulcani, ma “ci sono forti sospetti”. Se le ipotesi fossero confermate, sarebbero i primi vulcani osservati nel Sistema solare. E anche se si attendono altri dati, alcuni astronomi sono già abbastanza convinti. “Quando vedi una grossa montagna con un buco sulla cima, di solito si tratta di una cosa sola”, dice Oliver White, anche lui dell’Ames Center. “Ho difficoltà a pensare che non siano vulcani”.

Montagne anarchiche

Più che montagne, quelli di Plutone sono una specie di iceberg. I monti plutoniani, che in alcuni punti del pianeta raggiungono dimensioni pari alle Montagne Rocciose, sono fatti di ghiaccio d’acqua e probabilmente “galleggiano” su un “mare” di azoto e anidride carbonica ghiacciati, più densi, spiega Moore. “Forse anche le montagne più massicce sono fluttuanti”, ha sostenuto lo scienziato nella sua presentazione.

Vicino al margine occidentale dello Sputnik Planum, una distesa ghiacciata sulla superficie di Plutone, enormi blocchi di ghiaccio d’acqua si sono fratturati e ricomposti formando quello che Moore definisce “un territorio anarchico”. Questi caotici assemblaggi di blocchi ghiacciati, alcuni larghi fino a 40 chilometri e alti fino a 5.000 metri, formano montagne che si ammassano disordinatamente ai margini della pianura, che invece è liscia e giovane: soli 10 milioni di anni, secondo le nuove analisi. “In pratica lo Sputnik Plain è nato ieri”, commenta Stern. “È una notevole scoperta che pianeti così piccoli possano essere geologicamente attivi anche miliardi di anni dopo la loro formazione”.

Crepe enormi e un oceano sommerso

Alcune zone della superficie di Plutone sono incredibilmente lisce, come lo Sputnik Planum; altre sono “butterate”, o hanno un aspetto “squamoso”, come la pelle di un serpente alieno. Altre ancora sono attraversate da enormi fratturazioni, come la Virgil Fossa, a ovest dello Sputnik. Queste grandi crepe potrebbero essere dovute all’espansione e al sollevamento della crosta del pianeta nano, a loro volta dovute alla presenza – che gli scienziati ritengono probabile – di un oceano d’acqua sotterraneo. Ghiacciando e aumentando lentamente di volume, quell’oceano potrebbe premere sulla crosta e quindi produrre quelle enormi crepe.

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Fonte IGM: farm1.staticflickr.com