Mistero delle Piramidi tra realtà e fantascienza

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Mistero delle Piramidi tra realtà e fantascienza

Mistero delle Piramidi tra realtà e fantascienza
Ci sono molti misteri intorno alla grande piramide, ma tre sono di interessa attuale e rimangono irrisolti, pur usando ogni conoscenza e apparecchiatura moderna

Mistero delle Piramidi

1. La Camera di Sabbia della Regina

Mistero delle Piramidi tra realtà e fantascienza – Nel 1986 un gruppo francese scoprì un’anomalia nella parete destra nel corridoio d’accesso alla Camera della Regina. Sopra questo corridoio si trova la Grande Galleria, che porta alla Camera del Re. Sulla parete opposta fu scoperta l’anomalia che indicava che dietro quella parte non c’era roccia solida, bensì un’apertura, forse una camera senza ingresso apparente.

Il Mistero delle Piramidi.

Il gruppo francese ottenne l’autorizzazione dalle autorità egiziane di fare delle perforazioni nella parete di pietra per arrivare nella camera aperta dall’altra parte. Durante questi lavori uscirono grandi masse di sabbia. Così si fermarono, preoccupati che questa camera di sabbia avesse a che fare con la massicciata della grande piramide e le sue 2,3 milioni di pietre.
Quando, però, la sabbia fu analizzata si scoprì che non proveniva da Giza e nemmeno dall’Egitto! Da dove era venuta quella sabbia? Perché i costruttori della piramide avevano accumulato sabbia da qualche altra regione della terra – se davvero proviene dalla terra? C’è qui un messaggio da scoprire?
Anni dopo, un teorico britannico, Peter Renton, venne all’A.R.E. e parlò delle sue idee su questa camera di sabbia. Ma ebbe queste idee solo dopo la scoperta del prossimo mistero.

2.La Porta con le Maniglie di Rame

Le autorità egiziane assunsero un gruppo tedesco per esplorare i condotti per l’aria nella Camera della Regina. Il gruppo tedesco costruì un piccolo robot in grado di attraversare i condotti per l’aria mentre trasmetteva immagini video al gruppo e ai suoi monitor e registratori.
Sorprendentemente, il robot arrivò a ciò che sembrava una porta con maniglie di rame (vedi foto). Queste maniglie (se sono tali) sono un fatto curioso, visto che l’età del rame (o periodo calcolitico) era dal 4300 al 3200 a.C. e la piramide fu costruita presumibilmente durante l’età del bronzo, dal 3300 al 1200 a.C. La grande piramide è forse più vecchia di quanto si pensa?
Naturalmente il rame può essere stato usato appositamente per condurre una corrente elettrica, come si usa oggigiorno, ma non usiamo il rame per le maniglie delle porte.

Qui entra in gioco la teoria di Peter Renton: è convinto che le maniglie siano in realtà dei punti di contatto per collegare una corrente elettrica che aprirà l’orifizio sotto la camera di sabbia, permettendo alla sabbia di scorrere nella camera sottostante, in modo da poter passare in un’altra camera segreta dall’altra parte. E’ interessante notare che un gruppo giapponese stabilì che c’è davvero una camera vuota sotto la camera di sabbia e sull’altra parte di essa. E’ ovvio che nessuno voglia prendersi il rischio, nel caso che la sabbia abbia un ruolo importante di zavorra per mantenere al loro posto le 2,3 milioni di pietre della piramide. Gli egiziani, tuttavia, nella convinzione che si trattasse di una porta, perforarono la porta per vedere cosa c’era dall’altra parte. Con loro grande disappunto c’era un altro blocco. Il mistero rimane.

3. Stabilire la data della Grande Piramide

All’inizio della sua carriera sull’altopiano di Giza, il dr. Mark Lehner eseguì la datazione al carbonio della malta fra i blocchi massicci che compongono la grande piramide. Per ottenere i risultati più oggettivi mandò i suoi campioni a due laboratori diversi. Con suo grande stupore, entrambi i laboratori fecero risalire la malta proveniente dai blocchi inferiori della piramide all’anno 1400 a.C. e la malta fra i blocchi della sommità della piramide all’anno 3000 a.C. La piramide era stata costruita capovolta – la sommità prima della base! Alla fine si ipotizzò che la datazione al carbonio avesse in realtà misurato il momento della rimozione delle pietre originali di rivestimento – un bellissimo rivestimento di calcare bianco e liscio. Ciò espose la malta agli elementi e alla materia organica che poi fu misurata con la datazione al carbonio.
Anche così, ciò indicò che la piramide fu costruita molto prima di quanto gli archeologi avessero pensato. Credevano che fosse stata costruita da Khufu intorno al 2500 a.C., ma le prove dicono che Khufu stava solo riparando il monumento invecchiato, non lo stava costruendo. Una prova è una testimonianza di pietra chiamata la stele dell’inventario.

Su questo documento di pietra, alcuni geroglifici affermano che Khufu costruì il tempio di Iside accanto alla grande piramide e alla sfinge, entrambi già esistenti.
L’unica statua esistente di Khufu (Cheope), il presunto costruttore del più grande monumento in Egitto e una delle sette meraviglie del mondo, è un pezzo di avorio alto 10cm, scolpito in modo mediocre. Colui, i cui uomini erano in grado di scolpire il granito, non riuscì ad avere una statua di una certa grandezza in pietra?

Restano molti misteri irrisolti intorno alla grande piramide: camere e porte segrete, sabbia da chissà dove al di fuori dell’Egitto, malta migliaia di anni più vecchia di quanto non dovrebbe e una stele di pietra che dichiara che la grande piramide e la Sfinge esistevano quando Khufu arrivò all’altopiano per costruire la casa di Iside.

Le letture di Cayce delle registrazioni akasciche dicono che la grande piramide fu costruita nell’arco di un periodo di 100 anni da Ermete (Thoth) e il gran sacerdote Ra Ta nel 10500 a.C. Il mistero continua.

Fonte: edgarcayce.it