Misteriosi laghi di Titano

Laghi di Titano

Secondo nuove analisi dei dati della sonda Cassini, i piccoli laghi presenti nell’emisfero settentrionale di Titano sono sorprendentemente profondi, collocati in cima ad alture e ricchi di metano. Le analisi supportano inoltre l’ipotesi che piogge di idrocarburi riempiano i laghi, per poi evaporare nell’atmosfera o infiltrarsi nel sottosuolo, costituendo riserve di liquidi sotto la superficie.

Le nuove scoperte, pubblicate su Nature Astronomy, costituiscono la prima conferma della profondità (oltre 100 metri) di alcuni laghi sulla luna di Saturno, e della loro composizione; forniscono inoltre informazioni sul ciclo del metano nell’unico corpo celeste del Sistema Solare, a parte la Terra, noto per sostenere stabilmente liquidi in superficie. Titano è un mondo ostile e freddo, dotato di un’atmosfera di azoto e una crosta ghiacciata. La sua distanza dal Sole è circa 10 volte quella della Terra e le temperature superficiali si aggirano attorno a -180 gradi Centigradi. La superficie è punteggiata da centinaia di laghi e mari di idrocarburi.

Gli scienziati sanno che il ciclo idrologico degli idrocarburi su Titano funziona in modo simile a quello terrestre, con una grande differenza: al posto dell’acqua il satellite di Saturno ospita metano ed etano liquidi. Era già noto che i mari settentrionali più vasti fossero ricchi di metano, ma scoprire che anche i laghi più piccoli sono pieni in gran parte di metano si è rivelata una sorpresa. In precedenza, i dati di Cassini avevano permesso di scoprire che l’Ontario Lacus, l’unico lago vasto nell’emisfero meridionale di Titano, era formato da un miscuglio pressoché uguale di metano ed etano. “Ogni volta che scopriamo qualcosa, Titano diventa sempre più misterioso”, afferma Marco Mastrogiuseppe del Caltech.

Un’altra stranezza del paesaggio di Titano, con le sue formazioni naturali scavate da materiali esotici, ma simili a quelle terrestri, è il fatto che, dal punto di vista idrologico, un lato dell’emisfero settentrionale è completamente differente dall’altro. Nella parte orientale sono presenti grandi mari con bassa elevazione, canyons e isole, mentre nella parte occidentale sono diffusi piccoli laghi. Secondo le nuove misurazioni radar, tali laghetti sono profondi, e si trovano in cima a grandi alture e altopiani, che, in modo simile alle mesas americane, formazioni rocciose sopraelevate con la cima piatta e le pareti molto ripide, si innalzano verticalmente per centinaia di metri al di sopra del paesaggio circostante.

I piccoli laghi sulle cime delle alture si sono formati probabilmente quando i substrati rocciosi di ghiaccio e materiali circostanti si sono disgregati chimicamente e sono collassati. Sulla Terra in modo analogo si sono formati i laghi carsici.

Un secondo studio pubblicato su Nature Astronomy indaga sui misteri del ciclo del metano sulla luna di Saturno. I ricercatori hanno utilizzato dati della sonda Cassini per analizzare i cosiddetti “laghi transienti”, in cui sembra che la quantità di liquidi sia significativamente calata nel corso del tempo. La spiegazione migliore ad oggi per questo fenomeno è che vi sia stato qualche cambiamento su base stagionale nei liquidi superficiali. “Una possibilità è che le formazioni transitorie rappresentino masse di liquidi meno profonde che nel corso della stagione sono evaporate o si sono infiltrate nel sottosuolo”, spiega Shannon MacKenzie del Johns Hopkins Applied Physics Laboratory a Laurel, Maryland, a guida dello studio.
In generale i risultati delle analisi supportano l’ipotesi che piogge di idrocarburi riempiano i laghi, per poi evaporare nell’atmosfera o infiltrarsi nel sottosuolo, costituendo riserve di liquidi sotto la superficie. In effetti uno studio precedente aveva suggerito che i liquidi di Titano fossero collegati sotto la superficie in modo simile ai sistemi acquiferi noti sulla Terra. Sembra che gli idrocarburi fluiscano al di sotto della superficie di Titano come l’acqua fluisce sottoterra nelle rocce porose o nella ghiaia sul nostro pianeta, in modo tale che i laghi vicini comunicano uno con l’altro e condividono un livello comune. Le caratteristiche di uno dei corpi celesti più insoliti e misteriosi del Sistema Solare non finiscono di stupire ricercatori e appassionati.

Fonte: universoastronomia.com - Autore Barbara Bubbi
Fonte IGM: jpl.nasa.gov
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