Marte viaggio tra le sfumature marziane

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Marte viaggio tra le sfumature marziane

Marte viaggio tra le sfumature marziane
La sonda spaziale Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA, ha catturato immagini mozzafiato di Marte.

Marte

Marte viaggio tra le sfumature marziane – Il Mars Reconnaissance Orbiter (Mars Reconnaissance Orbiter) ha catturato queste fotografie nella zona nord-ovest di Marte noto come Nili Fossae, l’orbiter trasporta una telecamera ad alta risoluzione HiRISE, con la quale ha realizzato le immagini. Questi colori sono dovuti dalla presenza di minerali come ossido di ferro o carbonato nella crosta terrestre.

Secondo un portavoce della NASA, il prossimo compito della sonda spaziale sarà quella di ispezionare una zona dove vi è il sospetto di segni di vita a livello biologico e che potrebbero dimostrare che su Marte, in passato, avrebbe potuto ospitare la vita.

“Nili Fossae è un enorme crepa nella superficie di Marte (…), una regione che ha una delle più grandi e più diversi baci di minerali argillosi contenenti acqua nella sua struttura minerale e può conservare materiali organici.” In questo contesto, il portavoce ha detto che gli scienziati sono eccitati dallo studio di questi depositi, perché possono aiutare a comprendere gli ambienti del passato che hanno generato e mantenuto la vita.

È interessante notare che, negli ultimi due mesi, Marte è diventato estremamente popolare tra i ricercatori, che hanno suggerito, sulla base di diversi studi, che con molto probabilità Marte ospitava la vita in un lontano passato. Come si è visto, Marte non è poi cosi tanto “rosso” come una volta poteva esse creduto. Il pianeta era stranamente simile alla Terra, quando ed era coperto da vasti oceani, fiumi e laghi.

Nel luglio 2008 la NASA annuncia che ha le prove della presenza dell’acqua su Marte. In passato erano stati osservati i segni della passata presenza di acqua: sono stati osservati canali simili ai letti dei fiumi sulla terra. È tuttora oggetto di molti dibattiti l’origine dell’acqua liquida che un tempo scorreva sul pianeta; l’acqua, sotto forma di ghiaccio, costituisce una piccola parte delle calotte polari (il resto è formato da anidride carbonica solida). Altra acqua si trova sotto il suolo del pianeta, ma in quantità ancora sconosciuta. La presenza di acqua nel sottosuolo del polo sud di Marte è stata confermata dalla sonda europea Mars Express nel gennaio del 2004; nel 2005 il radar MARSIS, strumento italiano collocato a bordo della stessa sonda, ha individuato un deposito di ghiaccio dello spessore maggiore di un chilometro tra gli 1,5 e i 2,5 km di profondità, nei pressi della regione di Chryse Planitia.

Il 16 agosto 1996 la rivista Science annunciò la scoperta di prove concrete che suggeriscono l’esistenza della vita su Marte nel meteorite ALH 84001. La ricerca venne intrapresa dagli scienziati del Johnson Space Center (JSC) Dr. David McKay, Dr. Everett Gibson e Kathie Thomas-Keprta assieme a un team di ricerca della Stanford University diretto dal Professor Richard Zare. Il meteorite fu rinvenuto presso le Allan Hills in Antartide e risulta uno dei 12 meteoriti rinvenuti sulla Terra che presentano le caratteristiche chimiche peculiari del suolo marziano. Dopo un’analisi che includeva microbiologia, mineralogia, geochimica e chimica organica si ritenne ragionevole affermare che in un periodo tra i 4 e i 3,6 miliardi di anni fa (periodo in cui il pianeta si presentava più caldo e umido) su Marte erano presenti forme di vita molto simili ai nanobatteri presenti sulla Terra[93]. I risultati di tale ricerca vennero comunque presentati alla comunità scientifica che trova pareri discordanti sulla veridicità di questa tesi. In un articolo apparso sulla rivista “International Journal of Astrobiology” intitolato “Possible organosedimentary structures on Mars” Vincenzo Rizzo e Nicola Cantasano ipotizzano la presenza su Marte di strutture sedimentarie di origine organica simili alle stromatoliti terrestri, rafforzando in questo modo l’ipotesi che il pianeta rosso ospitasse la vita in tempi antichi.

Il 1º agosto 2008 la sonda Phoenix individua l’acqua sotto forma di ghiaccio, scavando di qualche centimetro la superficie di Marte, ma il ghiaccio é sublimato nel giro di quattro sol senza nessuna erosione.

Nell’ottobre 2008 è stata accertata dalla sonda Phoenix neve nelle nuvole marziane che si è però dissolta prima di raggiungere il suolo.

Il 17 dicembre 2014, il rover marziano Curiosity ha confermato la presenza di metano nell’atmosfera di Marte (addirittura con picchi superiori di 10 volte ai valori standard) e rilevato traccia di molecole organiche (quali composti dell’idrogeno, ossigeno e carbonio). Sebbene sia una scoperta importante, non è detto che la fonte di questi elementi sia biologica. Infatti, il metano potrebbe essere originato da processi geologici. Questa scoperta ha comunque aperto le porte agli scienziati, fornendo una pur remota speranza di trovare qualche forma di vita sul pianeta rosso.

Il 28 settembre 2015, la NASA ha annunciato di avere delle prove concrete che sulla superficie di Marte scorra acqua salata allo stato liquido sotto forma di piccoli ruscelli ma si tratta comunque di speculazione e non di osservazione diretta.

Fonte 1: logiaufo.com
Fonte 2: wikipedia.org
Fonte 3: Segnidalcielo
Fonte IGM: logiaufo.com