Mantello Laser per difendere la terra

Zeroid
Zeroid l’affascinante teoria sugli UFO
02/04/2016
Ingenieria Genetica nell'atichità gli dei extraterrestri
Ingenieria Genetica nell’atichità gli dei extraterrestri
05/04/2016
Mantello Laser per difendere la terra

Mantello Laser per difendere la terra dagli alieni – Un progetto avviato da un team della Columbia University si propone di camuffare la Terra per evitare che venga scoperta quando passa davanti al Sole

Mantello Laser

Mantello Laser per difendere la terra dagli alieni – C’è una possibilità sempre crescente di un’invasione aliena in un prossimo futuro, è per questo che gli scienziati stanno ora lavorando su un meccanismo di difesa basata sui laser. Come? Con il trucco più diffuso che esista in natura: il mimetismo. Un mimetismo in salsa hi-tech e su scala planetaria, visto che quello che si vorrebbe rendere invisibile è l’intera Terra. Ma pur sempre di mimetismo si tratta, o a voler proprio essere pignoli di criptismo: camuffarsi così da confondersi con lo sfondo, in modo da passare inosservati.
A proporre questo sistema di camuffamento della Terra è un team di ricercatori della Columbia University. l’obiettivo è quello di passare letteralmente inosservati, perché lo scenario immaginato dagli astronomi David Kipping e Alex Teachey è quello d’una civiltà aliena in procinto di scoprirci con il metodo dei transiti né più né meno di ciò che abbiamo fatto noi terrestri con il telescopio spaziale Kepler della NASA, quello che ci ha permesso di scoprire oltre un migliaio di pianeti extrasolari.

Il ragionamento in sé mettersi nei panni d’una civiltà aliena in cerca di compagnia – è suggestivo ma non nuovo: ne parlavamo giustappunto un mese fa anche qui su Media INAF. Solo che, mentre in quel caso lo scopo dei ricercatori, nel chiedersi se un’intelligenza aliena potrebbe aver scoperto l’esistenza della Terra con il metodo dei transiti, era quello d’ottimizzare la strategia di caccia da parte nostra, obiettivo del nuovo studio è mettere a punto un piano per sfuggire all’individuazione.

Materiale richiesto: un fascio di luce laser. E nemmeno troppo potente. Stando a quanto è scritto nell’abstract dell’articolo, un laser da 30 MW che emetta in modo continuo per circa 10 ore all’anno sarebbe sufficiente a mascherare il segnale di transito, almeno in luce visibile. Una quantità d’energia non indifferente, ma nemmeno spropositata: paragonabile, dicono gli autori, a quella collezionata in un anno dalla Stazione spaziale. Estendere l’invisibilità conferita dal mantello laser a tutte le lunghezze d’onda sarebbe invece una decina di volte più impegnativo, parliamo d’una potenza complessiva di 250 MW.

L’articolo continua alla fonte media.inaf.it – autore Marco Malaspina
Fonte IGM: 7tales.net