La ghiandola pineale cos’è e perché è importante

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La ghiandola pineale

Chiamata anche “terzo occhio”, la ghiandola pineale (o epifisi) è una ghiandola endocrina situata al centro del cervello, è considerata la sede dello Spirito e produce una particolare molecola chiamata DMT.



La conoscenza della ghiandola pineale e l’associazione con il cosiddetto “terzo occhio” (l’occhio che tutto vede) risale a tempi molto antichi e possiamo trovarne rappresentazione in varie culture nel corso della storia umana.

Ti sarà capitato – ad esempio – di osservarla in alcune immagini, come l’occhio di Rha degli antichi egizi (che rappresenta proprio l’epifisi nella sezione del cervello), oppure vederla rappresentata in opere architettoniche spirituali (come la “pigna” del Vaticano), negli antichi reperti come quelli degli Anunnaki o nelle rappresentazioni del Buddha.

Moltissime sono le rappresentazioni del “terzo occhio” in tutte le tradizioni spirituali ed esoteriche, ed altrettanti i tentativi di nasconderne la conoscenza per (evidenti) scopi di manipolazione e controllo delle masse.

Una domanda nasce spontanea: perché la ghiandola pineale viene rappresentata in modo così evidente in tantissime culture nella storia dei tempi? Forse è un’informazione importante da tramandare? Forse rappresenta veramente la connessione tra il mondo visibile e quello invisibile?

La funzione delle ghiandola pineale
Dal punto di vista biologico, la ghiandola pineale produce la melatonina, un ormone neurotrasmettitore che ha lo scopo principale di regolare il ritmo circadiano, ovvero le fasi del sonno e della veglia.

La melatonina viene sintetizzata da due sostanze: il triptofano e la serotonina. Quest’ultima è un neurotrasmettitore impiegato nella regolazione della temperatura del corpo, del senso di fame/sazietà e dell’umore, infatti è soprannominata anche “l’ormone della felicità”.

L’aspetto più interessante della ghiandola pineale, tuttavia, è la produzione di un’altra molecola: la DMT (Dimetiltriptamina), un neurotrasmettitore chiamato anche “la molecola di Dio” che ha particolari funzioni legate principalmente al “collegamento” tra il corpo e lo Spirito.

Studi scientifici hanno dimostrato come l’epifisi secerne spontaneamente grandi quantità di DMT in due particolari momenti della vita: la nascita e la morte (o anche durante le esperienze di premorte). Questo a dimostrazione del fatto che la DMT fa da “ponte” tra il corpo fisico e il mondo spirituale.

In alcune persone, anche durante il sonno, la ghiandola pineale secerne una sufficiente quantità di DMT, tale da rendere possibili esperienze particolari come i sogni lucidi o i viaggi astrali.

In poche parole la ghiandola pineale è il collegamento con il mondo invisibile o il mondo dello Spirito. Argomento che gli sciamani, ad esempio, conoscono molto bene. Forse avrai sentito parlare dell’Ayahuasca, un infuso a base di piante utilizzato come allucinogeno nelle cerimonie sciamaniche per indurre stati di coscienza alterati a scopi terapeutici, il cui principio è proprio la DMT.
Il “terzo occhio” (o sesto chakra)
Dal punto di vista esoterico/spirituale, la ghiandola pineale rappresenta il famoso “terzo occhio”, ovvero l’occhio dell’Anima. L’occhio che è in grado di vedere la realtà, che non è quella che appare ai nostri occhi fisici ma quella più “sottile”, celata dal “velo di maya”.

Il terzo occhio è in grado di “vedere” l’invisibile, di vedere al-di-là della vista ordinaria, di percepire quel 95% della realtà che gli occhi umani non percepiscono (sembra infatti che la percezione dei sensi ordinari sia limitata al solo 5% di ciò che esiste).

Il terzo occhio, nell’antica tradizione induista e buddista, corrisponde con il sesto chakra (Ajna) situato al centro della fronte tra le sopracciglia. Questo centro rappresenta l’occhio interiore, in grado di percepire la realtà oltre la visione ordinaria, è la porta della chiaroveggenza e della visione superiore. Il terzo occhio è la connessione con la propria mente intuitiva, con il Sé Superiore, diciamo pure con la propria Anima.

Addirittura Cartesio sosteneva che la ghiandola pineale fosse proprio la sede della coscienza: nel suo libro “Le passioni dell’anima” descrive il ruolo della ghiandola pineale, appunto, come la sede principale dell’anima, nella quale la “res extensa” si unisce alla “res cogitans”.

Comunque, in tutte le tradizioni spirituali, la “visione” del terzo occhio ha un ruolo fondamentale nella connessione dello Spirito con l’uomo. Esso ci permette infatti di entrare nel mondo del “non materiale”, dell’apparentemente invisibile attraverso la percezione extra-sensoriale, per portarci conoscenza, profonda consapevolezza e di “guidare” la nostra esistenza. Per questo è importante mantenerla attiva e in uno stato funzionale.

Fonte: visioneolistica.it
Fonte IGM: hupliftconnect.com
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