L’ Europa va su Mercurio con BepiColombo

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BepiColombo

Al via dalla Guyana Francese una missione congiunta dell'ESA e dell'agenzia spaziale giapponese, con l'Italia in prima linea. Un viaggio lungo 9 miliardi di chilometri per studiare il pianeta più vicino al Sole, cercando di svelare i suoi misteri.



Mercurio è il pianeta degli estremi. Il più piccolo del Sistema Solare, il più vicino alla nostra stella, un mondo con regioni a oltre 400 gradi e altre congelate da miliardi di anni a 180 gradi sottozero. È anche molto difficile da raggiungere, a causa dell'attrazione gravitazionale del Sole, e per questo è anche poco conosciuto.
Lancio alle 3.45 italiane del 20 ottobre
Finora lo hanno sorvolato solo la sonda Mariner 10 della NASA negli anni '70 e la sonda statunitense Messenger fra il 2011 e il 2015. Ora è il turno dell'Europa e del Giappone. Il 20 ottobre alle 3.45 ora italiana, dallo spazioporto di Kourou (Guyana Francese), prenderà il via la missione BepiColombo, un concentrato di tecnologia che promette di svelare molti misteri.

Viaggio lungo 7 anni
Un razzo Ariane 5 alto una cinquantina di metri porterà nello spazio due sonde destinate ad entrare nel l'orbita del pianeta: il Mercury Planetary Orbiter dell'ESA (MPO) e il Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO) dell'agenzia spaziale giapponese JAXA. Le attende un viaggio lungo 7 anni effettuato grazie a un modulo di trasferimento chiamato MTM. Prima di arrivare a destinazione dovranno percorrere 9 miliardi di chilometri sfiorando prima la Terra e poi per due volte Venere ed effettuando infine sei fly-by di Mercurio. Alla fine del 2025 i due orbiter lasceranno il modulo di trasferimento e si inseriranno nell'orbita corretta, dalla quale nel marzo 2026 inizieranno a studiare il pianeta.
Gli obiettivi scientifici
La missione BepiColombo fornirà informazioni su composizione, densità, campo magnetico e esosfera di Mercurio, oltre a studiare la sua interazione con il vento solare. Permetterà di approfondire gli studi effettuati grazie ai dati raccolti in passato, in particolare dalla sonda Messenger. Ci consegnerà dati preziosi sull'evoluzione del Sistema Solare. Indagherà aspetti estremamente interessanti, come la presenza di ghiaccio d'acqua in alcuni crateri permanentemente in ombra.

Il contributo italiano
Oltre al nome, un omaggio all'astronomo padovano Giuseppe (Bepi) Colombo, nella missione c'è molta Italia, con l'Agenzia Spaziale Italiana e l'industria. Quattro degli 11 strumenti a bordo della sonda MPO sono a guida italiana. Thales Alenia Space ha coordinato un consorzio industriale di 35 aziende europee. In prima linea con soluzioni ad altissimo contenuto tecnologico anche Leonardo e Telespazio.

Oltre dieci anni di preparazione
Tra le maggiori difficoltà, ci sono quelle legate alle escursioni termiche. Le sonde dovranno resistere a temperature di centinaia di gradi, con variazioni locali anche di 400 gradi. È stato quindi necessario sviluppare materiali e soluzioni all'avanguardia. Una vera e propria sfida tecnologica, superata con una lunga fase di preparazione: il lancio arriva dopo oltre 10 anni di lavoro.

Fonte: rainews.it - Autore Andrea Bettini
Fonte IGM: esa.int