Intelligenza Artificiale a Dubai il primo Ministero

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Intelligenza Artificiale a Dubai il primo Ministero

Intelligenza Artificiale a Dubai il primo Ministero
Si chiama Omar Bin Sultan Al Olama, ha solo 27 anni ed è il nuovo ministro dell’Intelligenza Artificiale degli Emirati Arabi Uniti, una nazione che ancora una volta dimostra di saper guardare al futuro con concretezza.

«L’intelligenza artificiale (o IA, dalle iniziali delle due parole, in italiano) è una disciplina appartenente all’informatica che studia i fondamenti teorici, le metodologie e le tecniche che consentono la progettazione di sistemi hardware e sistemi di programmi software capaci di fornire all’elaboratore elettronico prestazioni che, a un osservatore comune, sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza umana.»
(Marco Somalvico)

Un ministro dedicato all’Intelligenza artificiale? Negli Emirati Arabi Uniti ce l’hanno appena nominato: è il ventisettenne Omar Bin Sultan Al Olama e si occuperà di tutto quanto ruota attorno al mondo delle AI, dalle implicazioni etiche e legali del loro sviluppo alle opportunità economiche che possono creare, in modo tale da sviluppare nel tempo una giurisprudenza ad hoc che ne sostenga il mercato, faciliti lo sviluppo e limi eventuali aspetti deleteri.

Una scelta davvero all’avanguardia ma che non stupisce più in un paese che ha dimostrato più di una volta di essere avanti in campo tecnologico, con l’adozione ad esempio a Dubai dei primi taxi monoposto volanti a guida autonoma ed ora delle hoverbike per la Polizia locale, senza contare la volontà di introdurre i primi poliziotti robot per il pattugliamento delle strade entro il 2030.

“Vogliamo che gli Emirati Arabi Uniti diventino il paese più preparato al mondo per l’intelligenza artificiale,” ha detto il vice presidente e primo ministro Shaikh Mohammad Bin Rashid Al Maktoum durante l’nnuncio. Una nuova fase nella continua ricerca da parte degli Emirati di “capacità, conoscenze scientifiche e tecnologie rivolte al futuro, così da preparare un futuro migliore per le nostre generazioni, mentre ci avviciniamo al centenario del nostro Stato”.

Benché questa sia la decisione sicuramente più radicale e avanzata del settore, l’interesse verso l’IA, le sue potenzialità e i suoi rischi sta crescendo ovunque. In Germania recentemente ad esempio è stato istituito un comitato etico di altissimo profilo composto da dirigenti delle case automobilistiche, scienziati, filosofi, teologi e giuristi, proprio allo scopo di fornire indicazioni utili al legislatore in vista dello sviluppo delle auto a guida autonoma. In maniera simile quest’estate la Camera dei Lord del Parlamento UK ha istituito una commissione incaricata di ascoltare i pareri degli addetti ai lavori per poi produrre una serie di indicazioni riguardo ai possibili sviluppi futuri sul tema.

Certo, si tratta ancora dei primi passi e molto ci sarà da fare per comprendere davvero a fondo la natura di queste tecnologie e le loro potenzialità, possibilmente senza farsi prendere da isterismi apocalittici come quelli configurati più volte da Elon Musk o Stephen Hawking e riflettendo invece in modo acato e concreto su quello che c’è da fare per assicurare a questo settore uno sviluppo rapido al servizio della collettività e del benessere delle generazioni future.

Fonte: tomshw.it – Autore Alessandro Crea