InSight la prima missione che studierà il cuore di Marte

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InSight

Partirà sabato 5 maggio 2018 alle 13, ora italiana. Sarà la prima volta che un veicolo spaziale studierà l’interno del pianeta rosso per trovare indizi sulla formazione dei pianeti del Sistema Solare.



La missione della Nasa InSight sta per partire. Sabato 5 maggio 2018 alle nostre 13:00, il veicolo spaziale verrà sparato dalla West Coast, in particolare dalla Vandenberg Air Force Base in California, per raggiungere Marte. Il viaggio durerà circa 6 mesi, dato che l’atterraggio è previsto per il 26 novembre 2018 vicino all’equatore di Marte, mentre l’attività della sonda alla scoperta di cosa c’è sotto la superficie del pianeta rosso durerà più di due anni, precisamente 728 giorni. Sarà infatti la prima missione che andrà al cuore del pianeta rosso, cercando, a partire dalla sua struttura, indizi per comprendere la formazione degli altri pianeti del Sistema Solare, in particolare Mercurio, Venere e Terra e la nostra Luna.

La missione è unica nel suo genere. InSight sta per Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport, letteralmente “Esplorazione interna mediante l’utilizzo di indagini sismiche, geodesia e trasporto di calore” ed in effetti l’obiettivo è quello di studiare com’è Marte subito sotto lo strato più esterno ed arrivando fino al nucleo.

“L’idea di base è quella di mappare la struttura profonda del pianeta”, ha spiegato Bruce Banerdt, principale investigator della missione. “Abbiamo molte informazioni sulla superficie di Marte, sulla sua atmosfera e ionosfera, ma non sappiamo molto bene cosa avviene subito sotto la superficie”.

“Sappiamo anche che la Terra è abitabile e Marte non lo è”, prosegue Tom Hoffman, project manager della missione.

“C’è qualcosa nella struttura di Marte rispetto a quella della Terra che potrà aiutare a capire questo aspetto”. In qualche modo, infatti, è un po’ come una “macchina del tempo”, aggiunge Banerdt: studiando le profondità di Marte si può tornare indietro di circa 4 miliardi e mezzo di anni quando il pianeta si è creato, poco dopo la formazione della nebulosa solare, il modello maggiormente accettato per spiegare la formazione del Sistema solare.

Ma come funzionerà questa missione?
InSight è composta da un lander, ed è equipaggiata co un sismografo e un sensore termico, separati dal lander, che verranno inseriti, secondo gli obiettivi, a circa cinque metri di profondità sotto il suolo. Il sismografo rileverà le onde sismiche generate dal vulcanismo e dalle fratture della crosta, e queste onde forniranno informazioni sulla struttura profonda del pianeta. Mentre la sonda di calore capterà l’energia proveniente sempre dalle profondità. Gli autori della missione hanno utilizzato la stessa tecnologia del lander Phoenix, atterrato con successo su Marte nel 2008, un dato che fa ben sperare anche rispetto al lancio di InSight.

Ma non è tutto. Nel frattempo è stato anche firmato un accordo fra la Nasa e l’Esa per studiare la possibilità di portare sulla Terra campioni prelevati Marte. Si tratterebbe di un lavoro complicato che richiede diverse missioni e il lancio di oggetti da Marte, un’operazione finora mai avvenuta. Ma già gli scienziati ci stanno lavorando: la nuova missione dell’Esa Exomars prevede un rover, che arriverà nel 2021, contenente una trivella realizzata da scienziati italiani del team di Leonardo: lo strumento perforerà il suolo del pianeta rossoIntanto, raggiungendo i due metri di profondità e cercando anche tracce di vita su Marte. Questa fa parte di una delle quattro missioni dell’ambizioso progetto di riportare campioni di Marte sulla Terra. Ma procedendo passo dopo passo, il primo appuntamento per approfondire letteralmente Marte è fissato per sabato 5 maggio col lancio di InSight.

Fonte: wired.it - Autore Viola Rita
Fonte IGM: mars.nasa.gov
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