Il pianeta Mercurio

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Il pianeta Mercurio

Il pianeta Mercurio è il più vicino al Sole e l’ottavo, per dimensioni, del Sistema solare, con un diametro inferiore alla metà di quello della Terra. Insieme a Venere e Marte fa parte di quei pianeti rocciosi denominati terrestri.

Il pianeta Mercurio

Mercurio ha una densità appena inferiore a quella terrestre, e presenta una superficie ricca di crateri, molto simile a quella della Luna. Il pianeta è secco, molto caldo e pressoché privo di atmosfera. Non ha satelliti, né un sistema di anelli.

Mercurio orbita intorno al Sole ad una distanza media di circa 58 milioni di chilometri (la Terra dista dal Sole circa 150 milioni di chilometri), con una traiettoria molto eccentrica, il cui piano orbitale è inclinato di 7° rispetto all’eclittica.

il pianeta mercurio osservazioni

La velocità orbitale del pianeta è la più elevata fra tutti quelli del Sistema solare, per cui esso compie una rivoluzione completa intorno al Sole in un tempo molto breve (circa 88 giorni). Al contrario, il periodo di rotazione di Mercurio attorno al proprio asse è molto lungo (58,6 giorni, ossia il più lungo, dopo Venere). Mercurio è per questo l’unico pianeta del Sistema solare in cui la durata del giorno, intesa come insieme del dì e della notte (pari a 176 giorni terrestri), è superiore alla durata dell’anno.

A causa della minore massa, la sua forza di gravità risulta inferiore a quella terrestre, e pari a circa un terzo di quella del nostro pianeta. Per fare un esempio, un oggetto che sulla Terra pesasse 100 chili, su Mercurio ne peserebbe 38.

L’atmosfera del pianeta è estremamente rarefatta e non contiene dunque una quantità di gas sufficiente a ridurre il calore e la luce che riceve dal Sole, inoltre la sua lenta rotazione espone per lunghi periodi alla luce solare diretta le diverse zone della superficie. Ciò comporta l’escursione termica più elevata, tra tutti i pianeti del Sistema solare: la temperatura superficiale può raggiungere i 450 °C durante il dì, e scendere fino a -170 °C di notte.

A causa dell’assenza dell’atmosfera, il cielo su Mercurio appare di colore nero e le stelle sarebbero visibili anche durante il giorno. Il Sole appare più grande (circa due volte e mezza) rispetto a come è visto dalla Terra e i suoi raggi sono quasi sette volte più forti di quanto sono sulla superficie terrestre. La superficie di Mercurio riflette circa il 6% della luce solare che riceve, in maniera molto simile a quanto avviene sulla Luna.

Nonostante le piccole dimensioni e la bassa velocità di rotazione, Mercurio possiede un piccolo campo magnetico, la cui intensità è circa un centesimo di quella del campo terrestre.

Il pianeta Mercurio astronomia

Osservazione di Mercurio
Trattandosi di un pianeta interno rispetto alla Terra, Mercurio appare sempre molto vicino al Sole (la sua elongazione massima è di 27,8°), al punto che i telescopi terrestri possono osservarlo raramente. La sua magnitudine apparente oscilla tra -1,9 e +3,8 a seconda della sua posizione rispetto alla Terra e al Sole.

Durante il giorno la luminosità solare impedisce ogni osservazione, e l’osservazione diretta è possibile solamente subito dopo il tramonto, sull’orizzonte a ovest, o poco prima dell’alba verso est, oppure eccezionalmente in occasione delle eclissi totali. Inoltre l’estrema brevità del suo moto di rivoluzione ne permette l’osservazione solamente per pochi giorni consecutivi, dopo di che il pianeta è inosservabile dalla Terra. Per evitare danni agli strumenti il telescopio spaziale Hubble non viene mai utilizzato per riprendere immagini del pianeta.

Mercurio è visibile solitamente per sei periodi l’anno, con 3 apparizioni la mattina prima dell’alba e 3 la sera immediatamente dopo il tramonto. I periodi migliori per l’osservazione sono dopo il tramonto attorno all’equinozio di primavera per l’emisfero boreale e prima dell’alba attorno all’equinozio di autunno per l’emisfero australe, a causa dell’inclinazione dell’eclittica sull’orizzonte.

I transiti di Mercurio osservati dalla Terra sono molto più frequenti dei transiti di Venere grazie alla ridotta distanza dal Sole e alla maggiore velocità orbitale: ne avvengono circa 13 ogni secolo. Sin dai tempi antichi il transito fornisce un’ottima occasione per condurre studi scientifici. Nel 1600 i transiti di Mercurio vennero usati per stimare la dimensione del pianeta e per calcolare la distanza tra Terra e Sole, allora sconosciuta. In epoca moderna i transiti sono usati per analizzare dalla Terra la composizione della tenue atmosfera e come valido elemento di confronto per i metodi di individuazione di pianeti extrasolari.

Come nel caso della Luna e di Venere, anche per Mercurio dalla Terra è visibile un ciclo delle fasi, sebbene sia abbastanza difficile osservarlo con strumenti amatoriali.

Storia

Il pianeta Mercurio mito e storia

Sebbene di non semplice osservazione, Mercurio era già noto fin dai tempi dei Sumeri (III millennio a.C.) che lo chiamavano Ubu-idim-gud-ud. Tra i Babilonesi, autori delle prime osservazioni dettagliate dei corpi celesti, era noto con i nomi di gu-ad e gu-utu.

Gli astronomi greci identificavano il pianeta con il nome di Apollo, quando esso appariva al mattino, verso oriente, e con il nome di Hermes, quando appariva alla sera, verso occidente. La consapevolezza che si trattasse del medesimo corpo celeste è attribuita a Pitagora, mentre Eraclito fu il primo a supporre che il pianeta, assieme a Venere, orbitasse intorno al Sole, piuttosto che alla Terra.

Basandosi sugli studi di Keplero, nel 1631 Pierre Gassendi osservò per primo un transito di Mercurio davanti al Sole (nella foto), mentre grazie ad un telescopio, nel 1639 Giovanni Battista Zupi, scoprì le fasi del pianeta, dimostrando che esso ruotava attorno al Sole. Fino al ‘900, a causa delle difficoltà incontrate nell’osservazione del pianeta, era diffusa l’opinione che esistesse un altro pianeta, Vulcano, compreso tra il Sole e Mercurio e che in seguito venne identificato con lo stesso Mercurio.

Il pianeta Mercurio miti

L’orbita di Mercurio risulta essere ellittica solo in prima approssimazione. Essa è infatti soggetta alla precessione del perielio, fenomeno che creò non poche difficoltà gli astronomi del XIX secolo e che risulta spiegabile, ad oggi, soltanto attraverso la teoria della relatività generale. Fino agli anni sessanta del XX secolo, si riteneva che il periodo di rotazione di Mercurio durasse tanto quanto il suo periodo di rivoluzione, cosicché il pianeta mostrava sempre la stessa faccia al Sole, analogamente a quanto accade alla Luna rispetto alla Terra. Grazie alle osservazioni radio e radar condotte nel 1965, è stato invece possibile calcolare con precisione il periodo di rotazione del pianeta, confutando questa ipotesi.

il pianeta mercurio scienza

L’unica sonda spaziale ad aver sorvolato Mercurio è la statunitense Mariner 10, che tra il 1974 e il 1975 compì tre passaggi vicino al pianeta, ad una distanza inferiore ai 740 chilometri, scattano circa 6.000 fotografie sul 40% della superficie del pianeta e rilevando l’esistenza del suo campo magnetico. Nel 2004 è stata lanciata una nuova sonda, chiamata Messenger, che dovrebbe sorvolare il pianeta due volte, nel 2008 e nel 2009, prima di entrare nella sua orbita nel 2011, per mappare la superficie del pianeta e studiare la sua composizione e il suo campo magnetico. Per il 2009 è invece prevista, da parte dell’ESA, la missione spaziale BepiColombo, interamente dedicata all’esplorazione del pianeta.

Mitologia
Il nome del pianeta deriva da quello dell’omonima divinità romana, in latino Mercurius, corrispondente del dio greco Hermes, messaggero degli dèi e raffigurato solitamente con le ali ai piedi. Il pianeta deve probabilmente la sua identificazione con il dio greco alla sua caratteristica di muoversi nel cielo più velocemente rispetto agli altri pianeti. I Romani fecero poi derivare il nome dai termini merx (merce), mercator (mercante) e mercari (acquistare, comperare).

Secondo la mitologia classica, infatti, Hermes era il figlio di Zeus (Giove) e della ninfa Maia (una delle Pleiadi figlie del Titano Atlante), ed era considerato il dio del commercio, degli scambi e del profitto, dei pesi e delle misure; era inoltre il dio dei viaggi e dei confini, della comunicazione, della letteratura e dell’eloquenza, ma anche dell’astuzia tipica di truffatori e bugiardi, e proteggeva commercianti, oratori, poeti, pastori, ladri ed atleti.

Per gli antichi Greci, Hermes incarnava lo spirito del passaggio e dell’attraversamento, e si manifestava in ogni forma di scambio, trasferimento o mutamento, ossia in tutto ciò che poteva essere ricondotto al passaggio da un luogo, o da uno stato, all’altro. Per questo motivo egli proteggeva lo scambio di beni e parole, nel commercio e nei colloqui; condivideva il suo ruolo di interprete, tra gli uomini e gli dèi, con Iris.

Vista la sua abilità nell’oltrepassare i confini, Hermes conduceva gli spiriti dei defunti nel regno dell’Ade, accompagnandoli nel passaggio dalla vita a ciò che viene dopo di essa. Era detto infatti Psychopompos (accompagnatore di anime) ed era l’unico dio, oltre a Ade (Plutone) e Persefone (Proserpina), che potesse entrare e uscire dagli inferi senza problemi.

Hermes era anche il dio dei ladri, in quanto estremamente scaltro ed astuto, oltre che ladro a sua volta: la stessa notte in cui nacque, sul Monte Cillene in Arcadia, egli scappò alla madre e riuscì a rubare il bestiame del fratello maggiore, Apollo (vedi Sole). Durante la discussione con quest’ultimo, Hermes cominciò a suonare la lira, da lui inventata la stessa notte, producendo un suono talmente melodioso che Apollo, in cambio dello strumento, accettò che tenesse per sé la mandria rubata.

Oltre all’invenzione della lira, ad Hermes viene attribuita anche quella di molte competizioni sportive e la pratica del pugilato. Insieme con Athena, egli incarnava inoltre la rappresentazione divina della retorica, ed era il dio degli oratori e dell’eloquenza, raffigurato di solito mentre teneva un braccio alzato, un gesto che accentuava l’enfasi dell’orazione.

Altri epiteti con cui era conosciuto Hermes sono Cyllenus (nato sul Monte Cillene), Epimelius (custode di greggi), Enagonios, (delle gare atletiche), Diaktoros (messaggero) e appunto Logios (della parola).

Nelle epoche più antiche Hermes era immaginato come un dio anziano, barbuto e dotato di un fallo di notevoli dimensioni, ma nel VI secolo a.C. la sua figura fu rielaborata e trasformata in quella di un giovane dall’aspetto atletico. Indossava abiti semplici, da viaggiatore, lavoratore o pastore, portava di solito il petaso, caratteristico cappello alato e calzava un paio di sandali anch’essi alati, i talari. Spesso era riconoscibile in quanto raffigurato insieme ai suoi tipici simboli: il gallo, la tartaruga e il borsellino.

10 curiosità su Mercurio

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1. Pianeta “antico”
Mercurio è noto da prima del III secolo a.C., epoca dei Sumeri. I Greci diedero al pianeta due nomi, Apollo quando si presentava come una stella del mattino e Hermes quando è arrivava come stella della sera. Ha poi prevalso il nome Mercurio (equivalente latino di Hermes, il dio messaggero) probabilmente perché, come vedremo più avanti, si muove molto velocemente nel cielo.

2. Mercurio studiato indirettamente
Nessun veicolo spaziale è riuscito finora ad atterrare sul suolo di Mercurio, a causa delle sue condizioni climatiche estreme. Per questo molto di quello che si sa del pianeta è stato ottenuto per via indiretta. In particolare è stata studiata la superficie della Luna, che presenta un’esosfera molto simile.

3. Le code
Mercurio ha la coda, anzi le code. Il piccolo pianeta, all’osservazione, mostra infatti scie di materia, che sembrano “desquamare” la superficie. Gli scienziati non sanno ancora con certezza a cosa questo fenomeno sia dovuto, ma sospettano che ci sia un collegamento con la magnetosfera del pianeta e il vento del Sole.

Il pianeta Mercurio terra

4. Molecole di Mercurio che vanno “ognuna per sé”
Nell’atmosfera terrestre è un continuo tripudio di incontri e scontri: atomi e molecole del nostro guscio, infatti, collidono continuamente. Non così per l’esosfera di Mercurio, dove le specie tendono a seguire il proprio percorso collidendo con più probabilità con la superficie del pianeta che l’una con l’altra. Una combinazione di osservazioni recenti mostrano infatti che sodio, calcio e magnesio vengono rilasciati dalla superficie in seguito a processi diversi, comportandosi quindi in modo molto diverso nell’esosfera.

5. La potenza del Sole
Mercurio è il pianeta dove la potenza del Sole si scatena con la forza maggiore, data la vicinanza e la quasi totale assenza di atmosfera. La nostra stella è così influente su Mercurio da essere anche la causa principale della presenza di sodio nell’esosfera. I ricercatori si aspettavano che il fattore principale fossero le particelle cariche che colpiscono la superficie, rilasciando sodio via sputtering. Invece sembrano i fotoni a rilasciare sodio in un processo chiamato desorbimento fotone-stimolato.

il pianeta mercurio sistema solare

6. Mercurio molto freddo
Sembra una contraddizione, invece è la realtà. Mercurio non è in generale il pianeta più caldo del Sistema Solare, ma quello con la maggiore escursione termica, a causa della quasi totale assenza di atmosfera. La faccia esposta al Sole può manifestare fino a 527 gradi centigradi, ma quella buia ne registra anche -83.

7. Il ghiaccio dei poli
A causa dei suoi poli particolarmente freddi, gli scienziati ritengono che questi possano contenere del ghiaccio. Si ipotizza che il ghiaccio sia arrivato primariamente con meteoriti e comete oppure che il vapore acqueo dall’interno del pianeta possa essere arrivato in superficie, e poi congelato a causa delle rigide temperature.

8. Il nucleo di ferro
Nonostante Marte sia chiamato ‘il pianeta rosso’ a causa dell’abbondante ossido di ferro che gli conferisce quel colore, è Mercurio a contenere la maggiore quantità di ferro di tutto il Sistema Solare. Il nucleo del pianeta, composto quasi interamente di questo elemento, occupa infatti circa il 75 per cento del suo raggio.

Il pianeta Mercurio curiosità scientifiche

9. Resistenza ad enormi asteroidi
Mercurio, pianeta indistruttibile. Gli scienziati ritengono che 4 miliardi di anni fa un enorme asteroide colpì la superficie del pianeta, generando un gigantesco cratere di circa mille e 545 km in tutto, il bacino Caloris, che potrebbe ospitare l’intero stato del Texas al suo interno. I ricercatori hanno calcolato che l’asteroide poteva essere di circa 100 km di larghezza.

10. La folle orbita
Mercurio non è solo il pianeta più piccolo e più vicino al Sole, ma anche il più veloce. Il corpo celeste impiega infatti appena 88 giorni a compiere un intero giro intorno alla nostra stella. Ma il suo breve anno non è dovuto solo alla vicinanza alla nostra stella, ma anche alla sua incredibile velocità. La sua orbita d’altronde è particolarmente ellittica e Mercurio passa da una distanza di 47 milioni di Km (perielio) a 70 milioni (afelio), contro 147 milioni in perielio e 152 in afelio del nostro pianeta.

Fonti: lavocedellestelle.com ; wikipedia.org ; nextme.it
Fonte IGM: wikipedia.org ; nextme.it ; photojournal.jpl.nasa.gov
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