Fuochi Fatui miti e leggende legate ai fenomeni luminescenti

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Fuochi Fatui

I fuochi fatui sono fiammelle solitamente di colore blu che si manifestano a livello del terreno in particolari luoghi come i cimiteri, le paludi e gli stagni nelle brughiere. Il periodo migliore per osservarli parrebbe essere nelle calde sere d’agosto.



Si tratta di fiammelle derivate dalla combustione del metano e del fosfano dovuta alla decomposizione di resti organici.
L’origine dei fuochi fatui resta comunque un mistero, sebbene si ritenga responsabile del fenomeno la fosfina o fosforo di idrogeno. Ciò spiegherebbe la presenza di una fiamma definita “fredda” da testimoni oculari. Parimenti si ritiene possa derivare dalla decomposizione di resti organici come metano e fosfano che appunto ne giustifica la presenza presso cimiteri e paludi.

Forme e manifestazioni di fuochi fatui
Nell’aspetto, in genere, i fuochi fatui somigliano a delle fiammelle. Viste da vicino il colore pare bluastro, rossastro, verdastro o giallastro, sfumanti nel purpureo ma mai di un bianco puro.

Talvolta la fiamma dei fuochi fatui assume una posizione fissa, brillando con forza vicino al terreno o a pochi metri sopra di esso; altre volte, può mostrarsi in rapido movimento, talvolta salire in alto, a mezz’aria, e ancora separarsi in fiamme più piccole che sono state viste avvicinarsi, allontanarsi e ricombinarsi.

La denominazione di fuochi fatui esprime la fantasia usata da altri popoli per descrivere il fenomeno e che si può collegare a leggende curiose. In inglese i nomi usati per indicare il fenomeno sono Will-O’-Wisp oppure Jack-O’-Lantern, nomi che nascondono storie tra loro simili e parimenti interessanti.
Miti e leggende legate al fenomeno dei fuochi fatui
Ci sono miti e leggende che sono legate al fenomeno dei fuochi fatui, molte di esse appartenenti a culture diverse. Il termine Will-o’-Wisp è diffuso in alcune zone dello Shropshire, nelle Midlands (Gran Bretagna) e si basa sul racconto del malvagio fabbro Will che giunto alla fine della sua vita ebbe da San Pietro la possibilità di redimersi ma, essendone incapace, fu condannato a vagare sulla Terra per sempre con in mano un carbone luminoso per scaldarsi e cercare la via della redenzione. Will se ne servì invece per attirare in una trappola le persone che vedevano quella luce, portandole ad entrare in foreste fittissime e in terribili paludi, da dove non riuscivano più ad uscire.

Il termine Jack-O’-Lantern risale invece all’Irlanda, e la storia racconta dell’alcolizzato Jack che fu costretto a vagare – anch’egli- per l’eternità con una lanterna, escluso come era sia dal Paradiso che dall’Inferno, avendo non solo avuto cattivi comportamenti, ma avendo addirittura tentato di ingannare il diavolo. Le storie in Gran Bretagna si assomigliano tutte riguardo alla caratteristica di malvagità della luce stessa o di chi la porta con sé.

Nelle tradizioni di molti Paesi Nordeuropei, Scandinavia in primis, troviamo la lanterna in mano a un folletto che accende una fiamma in corrispondenza dei luoghi dove ha nascosto dei tesori, quindi dando la possibilità alle persone di arricchirsi.

In Francia i fuochi fatui si chiamano Feaux Boulanger (fuochi rotanti) o Feux Follet anime perdute per non aver ricevuto il battesimo in tempo. Per aiutare queste anime occorre pregare per farle uscire dal Purgatorio, oppure gettare un mantello dove l’anima possa andare e ripararsi, o ancora lasciare un coltello nel terreno e permettere all’anima stessa di suicidarsi.

Secondo altre culture (slave e gaeliche) gli esseri portatori dei fuochi sono quelli morti per cause sconosciute. In Giappone invece sono segno di sfortuna per chi li vede, il loro nome è Hitodama (sfera umana).

Fonte: altrarealta.com
Fonte parziale: wikipedia.org
Fonte IGM: wikipedia.org
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