Un enorme riserva di calore si nasconde sotto il ghiaccio dell’artico

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riscaldamento artico

C’è il serio rischio che questa enorme quantità di acqua calda possa salire in superficie e innescare una nuova ondata di scioglimento all’interno della calotta glaciale settentrionale del nostro Pianeta.



Per ora, è ancora nascosta molto al di sotto della calotta, ma secondo un nuovo studio, c’è il serio rischio che questa enorme quantità di acqua calda possa salire in superficie e innescare una nuova ondata di scioglimento all’interno della calotta glaciale settentrionale del nostro Pianeta, già duramente attaccata negli ultimi tempi.

Usando dati più vecchi provenienti dalle navi e dati più recenti ricavati da sonde permanenti installate in profondità nell’acque marine, i ricercatori hanno dimostrato che l’acqua nel bacino canadese dell’Oceano Artico si è notevolmente riscaldata negli ultimi anni. Questo grazie a una corrente oceanica circolare chiamata Beaufort Gyre, come hanno scritto i ricercatori, che trasporta l’acqua dalle zone più meridionali, a nord e sotto il ghiaccio dell’Artico.
I ricercatori hanno scoperto che anche l’acqua portata a nord lungo il Gyre è diventata più calda, in seno ad un riscaldamento climatico globale. E una volta che il calore arriva all’oceano Artico, rimane intrappolato lì, quindi le sonde permanenti lo rilevano tutto l’anno, mostrando dati allarmanti. L’effetto di cattura in profondità è il risultato dei distinti strati d’acqua dell’Oceano Artico, ha detto l’autrice dello studio Mary-Louise Timmermans, professoressa di geologia e geofisica all’Università di Yale.

“L’acqua più fredda è in alto, e l’acqua salata è più densa, quindi tende a scendere sul fondo”, ha detto Timmermans a Live Science. “Queste acque calde, sono più salate, quindi sono tenute in profondità, isolate dallo strato di acqua fredda più fredda sopra di loro”.

Mentre il pianeta si riscalda rapidamente, innaturalmente a causa dei cambiamenti climatici, e la parte meridionale della calotte si scioglie, i ricercatori hanno scoperto che le acque della parte meridionale dell’artico assorbe molta più luce solare rispetto al passato, luce che una volta sarebbe stata riflessa nello spazio dal ghiaccio (effetto albedo). E quell’energia extra si è fatta strada a nord sotto il ghiaccio, restando inglobata in profondità.

Ciò ha creato una fonte di calore “immagazzinata” nell’estremo nord del pianeta, che Timmermans e i suoi coautori hanno mostrato che è in aumento costante ogni anno. “Avevamo visto la parte più profonda dell’Oceano diventare più calda attraverso i dati presi qua e là, anche se non capillari, ma qualcosa che non avevamo apprezzato prima era solo il lento, costante, evidente aumento del contenuto di calore”.

Il calore sotto il ghiaccio non è diminuito o variato in modo significativo dal 1980, ha aggiunto. Ha continuato a marciare verso l’alto “come se salisse su una scala”. Lo studio dimostra che il cambiamento climatico non solo minaccia l’Artico attraverso lo scioglimento diretto del ghiaccio lungo i bordi della calotta polare settentrionale, ha detto Timmermans. Invece, tutto il calore extra ora presente nel nostro pianeta presenta una minaccia a lungo termine per il ghiaccio del nord, indipendentemente dai cambiamenti stagionali degli schemi meteorologici. Nel corso del tempo, ha detto, il calore si aprirà una strada attraverso l’acqua più fredda che funge da isolante sopra di esso, e mangerà via il ghiaccio del mare settentrionale rimasto del pianeta, partendo dall’interno.

Lo studio è stato pubblicato il 29 agosto sulla rivista Science Advances
Fonte: blueplanetheart.it
Fonte in lingua originale: livescience.com
Fonte IGM: sciencemag.org
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