Chupa-chupa lo strano fenomeno UFO in Brasile

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Chupa-chupa lo strano fenomeno UFO in Brasile

Chupa-chupa lo strano fenomeno UFO in Brasile – Tra il 1977 e il 1978 lo stato brasiliano del Pará fu invaso dagli UFO. Oggetti luminosi, di diverse forme e dimensioni, volavano sopra gli alberi ed emettevano raggi luminosi contro le persone.

Chupa-chupa

Nei mesi di ottobre, novembre e dicembre del 1977, e durante la prima metà del 1978, lo stato brasiliano del Pará fu invaso dagli UFO. E non si trattò di semplici avvistamenti. Niente a che vedere con le luci misteriose erranti ad alta quota. Si trattò di oggetti luminosi, di diverse forme e dimensioni che volavano sopra gli alberi ed emettevano raggi luminosi contro le persone. La gente, allarmata dal fenomeno – uno dei più importanti nel mondo dell’ufologia e indagato tuttora – ha dato nomi diversi ai silenziosi oggetti luminosi: “luce vampiro”, “insetto”, “la cosa” e soprattutto “chupa-chupa” (il succhiatore”). Dissero che i piloti dell’oggetto erano esseri alti 1.20 o 1.30 m.

La gente lo ha chiamato chupa-chupa a causa delle strane cicatrici che le vittime riportavano sul corpo. Il raggio luminoso lasciava minuscoli fori sulla pelle. Nelle donne le cicatrici erano sul petto. Le vittime sembravano perdere sangue durante gli attacchi. Gli abitanti delle città di Colares, Santo Antonio do Taná, Mosqueiro e Baía do Sol si sono fatti prendere dal panico in questi giorni di amara memoria. Il panico ha assalito anche la capitale dello stato, Belém, con conseguenti resoconti di attacchi da parte di strane luci e chupa-chupa in diversi quartieri della città, sbalordendo le autorità.

Alla fine degli anni ’70, scienziati di tutto il mondo andarono a Pará, in Brasile, ma non riuscirono a spiegare il fenomeno. Ventisette anni dopo, documenti provenienti dai servizi segreti dell’aeronautica militare brasiliana rivelano che queste luci dallo spazio erano qualcosa di più inquietante di quanto si possa immaginare. La spiegazione del fenomeno è: non c’è spiegazione. E’ ancora un grande mistero e un’enorme sfida per la scienza e per gli esperti dell’aeronautica. Ufologi, scienziati e ricercatori delle università brasiliane stanno raccogliendo firme per una petizione che sarà recapitata al presidente brasiliano Lula da Silva. Si chiede che l’aeronautica riveli le conclusioni delle indagini sul caso del chupa-chupa. La petizione ha già migliaia di firme: fisici, biologi, giornalisti, ufficiali e politici tra i firmatari. La campagna si chiama UFO: Freedon of.

Il rapporto militare, chiamato Operazione Saucer, ha 2.000 pagine, 5000 fotografie e circa 16 ore di filmati. E’ stato inviato dagli ufficiali di più altro grado dell’aeronautica. All’epoca, il paese era sotto dittatura e, per questo motivo, questi documenti sono rimasti classificati per più di 23 anni. La conclusione del rapporto non è mai stata rivelata. I militari temevano qualche relazione tra l’invasione degli oggetti e i comunisti, forse una nuova arma per destabilizzare il regime militare. Il servizio nazionale d’informazione (SNI in portoghese) e i servizi segreti dell’aeronautica decisero di mantenere classificati i risultati.

Ciò nonostante, grazie a un coraggioso ufficiale dell’aeronautica, il capitano Uyrangê Hollanda, parte di questo rapporto venne reso pubblico, mediante un’intervista da lui rilasciata all’editore del BrazilianUFO Magazine, A.J.Gevaerd. Era il comandante dell’operazione, incaricato dal governo per questa operazione segreta, per indagare sui fatti e intervistare le vittime del chupa-chupa. I ricercatori ebbero una copia del rapporto e, fra tutte le vittime di cui era venuto a conoscenza l’ufficiale, la storia più interessante era quella di un(a) agricoltore di nome Claudomira Paixão. Viveva a Baía di Sol e raccontò che, nella notte del 18 ottobre 1977 venne svegliata dall’apparire di una forte luce attraverso la finestra di casa sua.


“L’aria si riscaldò. Da principio, la luce verde mi toccò la testa e mi attraversò la faccia. Mi svegliai completamente e la luce diventò rossa. Potei vedere una creatura, simile ad un uomo, che indossava qualcosa come una tuta da sommozzatore. Aveva un congegno che assomigliava ad una pistola. Me la puntò contro e l’oggetto lampeggiò tre volte, come se stesse sparandomi al petto, quasi sempre nello stesso punto. Era caldo e mi fece male. Sentii come se ci fossero degli aghi che mi pungevano. Credo raccogliessero il mio sangue. Ero terrorizzata. Non potevo neanche muovere le gambe. Ero shockata”.

Ciò che ha raccontato ai militari è molto importante perché per la prima volta qualcuno menziona un essere che lascia l’oggetto volante per estrarre sangue. Quasi tutte le storie parlano di luci che provocano capogiri, debolezza e “tremori corporali”. L’unica eccezione è un caso, anch’esso a Baía do Sol, che racconta dell’apparizione di una coppia dello spazio che sparò ad un pescatore con una pistola a raggio luminoso, lasciandolo senza conoscenza per diversi minuti.

Fonte: impattoalieno.altervista.org