Caleb Scharf: l’universo è il cervello di una civiltà aliena

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Caleb Scharf: l’universo è il cervello di una civiltà aliena

Secondo una sensazionale ipotesi di Caleb Scharf, astrofisico e direttore di astrobiologia della Columbia University, New York, se non abbiamo ancora incontrato vita aliena è perché l’universo è, in effetti, un extraterrestre.

Caleb Scharf

Caleb Scharf è il direttore del Columbia Astrobiology Center della Columbia University di New York. Ha ricevuto un B.Sc. in Fisica presso l’Università di Durham e un PhD in Astronomia presso l’Università di Cambridge; ha fatto il lavoro post-dottorato in astronomia a raggi X e cosmologia osservativa presso la NASA Goddard Space Flight Center e il Space Telescope Science Institute nel Maryland. Ha una vasta record di ricerca in cosmologia osservativa, ma più di recente lavora sui temi dei pianeti extrasolari e dell’astrobiologia.

In un articolo per la rivista scientifica ‘Nautilis‘ Caleb Scharf avanza una curiosa ipotesi che l’universo rappresenta il “cervello” di una razza aliena iper-avanzata.

In tal senso, l’astrofisico imposta la sorprendente idea che una specie aliena potrebbe essere così avanzata da essere indistinguibile dalla stessa…fisica. “Probabilmente il nostro universo“, afferma, “rappresenta una delle nuove forme in cui qualche altra civiltà può aver trascritto il proprio mondo“.

Nel suo articolo, Scharf sottolinea che solo il cinque percento dell’universo è composto di materia che conosciamo e comprendiamo, mentre il 27 percento è considerato come “non visto” e misterioso. Inoltre, lo scienziato crede che la materia oscura “potrebbe contenere una vera complessità” e, forse, può essere essa stessa il posto dove “tutta la vita tecnologicamente avanzata finisce o dove la maggioranza della vita è sempre stata“.

“Quale migliore modo“, si domanda il ricercatore “per sfuggire agli spiacevoli capricci di esplosioni di supernove e di raggi gamma se non quello di assumere una forma immune alle radiazioni elettromagnetiche?“. Se una civiltà ha compreso come codificare i sistemi viventi, “tutto quello che necessita è costruire un sistema di trasferimento dati da materia normale a materia oscura. Una stampate 3D“, conclude, “di materia oscura“.

Fonte: ufoedintorni.wordpress.com; actualidad.rt.com