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Bigelow Aerospace affitta Hotel e laboratori spaziali

Bigelow Aerospace affitta Hotel e laboratori spaziali
Il fondatore di Bigelow Aerospace ha svelato i suoi progetti per il futuro: stazioni spaziali gonfiabili da affittare a privati e aziende sia per scopi scientifici che turistici. Sta anche assumendo personale.

Serve un hotel spaziale extralusso o un laboratorio in orbita bassa? Nessun problema, basta chiedere a Bigelow Aerospace. Pochi forse ricorderanno il modulo gonfiabile Bigelow Expandable Activity Module (BEAM) che dal 2016 è agganciato al Nodo 3 della Stazione Spaziale Internazionale.

Era già noto che l’azienda avesse progetti più lungimiranti e ambiziosi di BEAM, in particolare si era parlato di Sundancer, un modulo che potrebbe ospitare esseri umani, con 180 metri cubi di spazio abitabile e un sistema di supporto vitale autonomo, e addirittura di un successore con 330 metri cubi di spazio.

In questi giorni il fondatore Robert Bigelow ha annunciato Bigelow Space Operations, un’azienda ad hoc che – fra le altre cose – venderà prenotazioni alberghiere nello spazio. In buona sostanza la nuova società avrà in gestione le stazioni spaziali gonfiabili B330 sviluppate da Bigelow Aerospace e adibite sia a scopi di ricerca che turistici, a seconda delle necessità dei clienti.

Ricordiamo che Bigelow Aerospace fu fondata nel 1999 e finora ha sviluppato con successo la stanza gonfiabile BEAM che ha avuto il prestigio di essere stata assegnata dalla NASA alla Stazione Spaziale Internazionale nel 2016. Il suo impiego ha dimostrato che l’idea può funzionare, quindi il passo successivo prevede che si possa sfruttare la stessa tecnologia per costruire una Stazione spaziale intera.

Che fare poi di una struttura del genere? Semplice: una stazione spaziale privata, di cui BSO venderà il tempo e lo spazio a bordo a quei paesi ed enti privati che necessitano di laboratori in orbita terrestre bassa. Non solo, visto che Mr. Bigelow ha fatto fortuna come magnate alberghiero, tanto vale sfruttare le sue competenze per capitalizzare l’investimento proponendo anche prenotazioni multimilionarie per i turisti che vorranno soggiornarvi.

Quello che è certo è che Bigelow promette di realizzare “singole strutture che ospitano esseri umani su base permanente e che saranno le strutture più grandi e complesse mai conosciute come stazioni per uso umano nello spazio”.

Il primo passo sarà il lancio, nel 2021, dei primi due moduli B330 della lunghezza di circa 16 metri ciascuno. Per come sono progettati possono contenere circa sei persone ciascuno, e potrebbero essere piegati per occupare (relativamente) poco spazio al lancio, per poi essere gonfiati con aria respirabile una volta arrivati in orbita. Le pareti sono costruite in materiale che promette di assorbire gli urti in modo da proteggere dai detriti spaziali (non si sa di quale dimensione) e dalle radiazioni. Secondo Mr Bigelow sarebbero “così diversi e così grandi da consentirne un uso illimitato quasi ovunque”.

In futuro si potrebbe persino realizzare uno spazio orbitante “mostruoso”, pari a più del doppio della ISS. Se i B330 avranno successo infatti Bigelow ha già messo in preventivo il lancio, con un solo razzo, di una stazione spaziale con un volume pari a 2,4 volte quello dell’intera ISS, che ha richiesto decenni per essere costruita. “Lo chiamiamo l’Olimpo” ha spiegato Bigelow. “Al momento del lancio peserà circa 75-80 tonnellate metriche”.

A pensarci bene l’idea sulla carta non è così balzana, se consideriamo che la privatizzazione dell’unico avamposto spaziale esistente potrebbe diventare una realtà stando alle recenti posizioni di Donald Trump sulla ISS, e che razzi come quelli di SpaceX stanno di fatto cambiando le carte nell’ambito dei lanci. Non a caso fra le idee che frullano nella testa del miliardario statunitense c’è anche quella di bussare alla porta delle Nazioni coinvolte al momento nel progetto della ISS per convincerle a investire nel suo nuovo equipaggiamento una volta che la Stazione Spaziale attuale sarà abbandonata. La promessa è quella di tempi di costruzione molto più veloci e costi molto più bassi.

L’idea prospetta anche nuovi posti di lavoro, perché alla manciata di persone che lavorano oggi per BSO se ne aggiungeranno “da tre a quattro dozzine solo quest’anno”, non sappiamo se con il ruolo di guide turistiche spaziali o altro.

Per quanto l’idea di Bigelow possa apparire stravagante, è da riconoscere che proprio grazie ad aziende private e a idee fuori dagli schemi siamo arrivati a pensare che lo Spazio possa verosimilmente diventare più accessibile nel giro di poco tempo.

Fatichiamo ancora ad andare così avanti con la mente da vedere copiosi gruppi di turisti sbarcare sulla Luna come nel memorabile libro di Arthur C. Clarke (giusto per fare un esempio), ma non sembra più così pazzo pensare che enti e aziende possano condurre con relativa facilità esperimenti in orbita.

Tratto da: tomshw.it – Autore Elena Re Garbagnati
Fonte: businessinsider.com
Fonte IGM: tomshw.it
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