Atlantide l’isola leggendaria il labirinto del mistero

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Atlantide l'isola leggendaria il labirinto del mistero

Atlantide (in greco Ἀτλαντὶς νῆσος, “isola di Atlante”) è un’isola leggendaria, il cui mito è menzionato per la prima volta da Platone nei dialoghi Timeo e Crizia nel IV secolo a.C.

Atlantide l’isola leggendaria il labirinto del mistero – La fonte più autorevole sul mito di Atlantide è il filosofo greco Platone, il quale nel 345 a.C. ci riferisce il luogo dove si trovava il misterioso continente: oltre le Colonne d’Ercole, ovvero all’ingresso per l’oceano Atlantico. Tuttavia le ricerche geologiche effettuate hanno dimostrato l’impossibilità dell’esistenza di un grande continente in mezzo all’Atlantico, almeno in un periodo ricordabile dalla memoria umana.

Il filosofo afferma di trarre quelle informazioni dal suo antenato Solone, che nel 570 a.C. aveva visitato l’Egitto e appreso dai sacerdoti la storia del continente perduto. Così, nel Timeo, Platone descrive Atlantide come più grande della Libia e dell’Asia minore messe insieme. Il suo sovrano reggeva un rigoglioso impero, che si estendeva fino al Mediterraneo occidentale. Terribili terremoti e inondazioni però avevano inabissato il continente 9000 anni prima che Solone ne apprendesse la storia.

Nel Crizia, il filosofo fornisce maggiori dettagli: Atlantide sorgeva su un’isola rotonda, con vaste coste scoscese a precipizio sul mare. Il palazzo reale era costruito invece su una seconda isola molto più grande. Lì c’erano bagni caldi e freddi e il tempio, consacrato al dio Poseidone, risplendeva d’oro e d’argento. Con l’andare del tempo però gli Atlantidi erano diventati avidi, il loro unico scopo era divenuto la ricerca del potere, così Zeus decise di distruggerli, mentre essi stavano pianificando una guerra contro Atene e l’Egitto.

Fu lo studioso inglese K. T. Frost a proporre, nel 1907, un’ipotesi più concreta e convincente. Egli identificava la mitica Atlantide con la Creta minoica, e il vulcano di Thera come la spiegazione scientifica alla sua apocalittica distruzione. Gli scavi compiuti da Arthur Evans negli anni ’20 del secolo scorso a Cnosso hanno scoperto un dato importante: la civiltà minoica di Creta collassò improvvisamente quando si trovava al massimo della sua potenza, intorno al 1500 a.C. Le cause di questo improvviso declino sono ancora un mistero. E’ significativo però che il vulcano di Thera, 104 km a nord di Creta, eruttò catastroficamente proprio in quel periodo.

Nel 1939 il prof. Spyridon Marinatos, capo del Servizio Archeologico Greco, diede inizio alle sue ricerche per trovare delle prove concrete che collegassero l’eruzione di Thera con la fine di Atlantide. Altri scienziati sposarono la causa, tra cui geologi americani, che ripescarono dal fondo del Mediterraneo sedimenti contenenti ceneri vulcaniche, la prova definitiva del parossismo.

Creta sarebbe quindi stata investita dallo tsunami prodotto dalla catastrofica eruzione, i profughi allora portarono la storia di quel disastro in Egitto, dove Solone l’apprese novecento anni dopo. Egli però tradusse il nome egizio di Creta, Keftui, in Atlantide, poiché quella terra veniva descritta come “terra delle colonne”, sorretta appunto dal titano Atlante.

Fonte: tanogabo.com
Fonte IGM: ymag.it