7 esopianeti extrasolari di TRAPPIST-1

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7 esopianeti extrasolari di TRAPPIST-1

7 esopianeti extrasolari di TRAPPIST-1 – Quanto questo sistema solare somiglia al nostro? Quali sono le probabilità di trovarvi vita? Che cos’è una nana rossa ultrafredda?

7 esopianeti extrasolari di TRAPPIST-1 – La notizia rimbalza da ieri in tutto il mondo: a circa 40 anni luce dalla Terra, nell’orbita della nana rossa ultrafredda Trappist-1, c’è un sistema planetario che comprende 7 piccoli esopianeti rocciosi, con caratteristiche molto simili al nostro. Si trovano nella fascia di abitabilità della loro stella e avrebbero temperature che consentono, in diversi casi, la presenza d’acqua liquida nonché, potenzialmente, della vita (Vedi anche: che cos’è un anno luce? Che distanza è?). Diversamente da altre annunciate conferenze stampa a sorpresa della Nasa, questa ha portato una notizia di grande rilievo. Il perché sia così importante, e quale sia la novità rispetto a scoperte passate, proviamo a spiegarvelo qui sotto.

Trappist-1: che cos’è una nana rossa ultrafredda? Partiamo dalla stella cardine di questo sistema solare gemello. Trappist-1 è un astro di classe M che ha circa un decimo della massa del Sole e un millesimo della sua brillantezza. La sua massa ridotta permette ai suoi pianeti di orbitargli molto vicini, pur rimanendo nella fascia di abitabilità.

Soprattutto, questo tipo di stelle è il più diffuso nella nostra galassia, dove il numero di nane rosse ultrafredde supera quello di stelle simili al Sole in un rapporto di 12:1. In passato, questi astri sono stati snobbati dai cacciatori di esopianeti, in favore di stelle più grandi e brillanti. Trappist-1 è la prima a essere stata sottoposta a osservazioni così prolungate e approfondite.

Di che tipo di pianeti si tratta? Trappist-1 b, c, d, e, f, g, h (dal più vicino al più lontano), sono esopianeti rocciosi con raggio e massa simili a quelle terrestri. Si sono formati forse 500 milioni di anni fa insieme alla loro stella (sono quindi ancora giovani) e hanno orbite circolari che vanno tutte nella stessa direzione. Mostrano tutti o quasi la stessa faccia al loro astro e hanno una densità che va dal 60% al 117% di quella terrestre.

Considerando la quantità di energia che ricevono dalla loro stella, almeno tre di essi (quelli intermedi: e, f, g) potrebbero avere una temperatura che permetta la presenza di acqua allo stato liquido. Sempre che abbiano un’atmosfera simile a quella terrestre, ma questo ancora non lo sappiamo.

Come sono stati individuati?

Con la tecnica dei transiti, che desume la presenza di pianeti in orbita attorno a una stella misurando le variazioni di luminosità dell’astro stesso. Un gruppo di astronomi guidati da Michaël Gillon dell’Università di Liegi, in Belgio, aveva già trovato 3 dei 7 pianeti nel maggio 2016, con la collaborazione TRAPPIST che sfrutta due telescopi di 60 cm, collocati in Cile e Marocco.
Video: Esplorando i 7 esopianeti extrasolari di TRAPPIST-1

Alla ricerca si sono poi uniti il Very Large Telescope (ESO, Cerro Paranal, Cile), il telescopio spaziale della Nasa Spitzer, che ha studiato la stella per 20 giorni consecutivi, e altri telescopi attorno al mondo che hanno localizzato in tutto 34 transiti, indicatori di un numero di pianeti decisamente più alto. Poiché le loro orbite sono molto corte (il b e il g ne completano una in meno di 12 giorni) è stato possibile osservare un alto numero di cambiamenti di luminosità nella stella in breve tempo.

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Fonte IGM: https://i.guim.co.uk/